Il presidente dell’associazione Paolo Scordo ha scritto al sindaco della Città metropolitana di Reggio Calabria, al Sindaco di Bagnara Calabra e all’Anas e per conoscenza ai sindaci dei comuni viciniori
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«L’associazione Cittadinanza attiva Pellegrina propone un tavolo tecnico per trovare una soluzione idonea ad eliminare il pericolo ingenerato dall’alta velocità lungo il “rettilineo di Pomarelli». Lo ha reso noto il coordinatore dell’associazione Paolo Scordo: «Lunedì 19 gennaio u.s. ha scritto al sindaco della Città metropolitana di Reggio Calabria, al Sindaco di Bagnara Calabra e all’Anas e per conoscenza ai sindaci dei comuni viciniori che utilizzano assiduamente quel tratto di strada, «proponendo un tavolo tecnico che coinvolgendo tutti gli enti preposti, lavori alla ricerca di una soluzione condivisa finalizzata a rendere sicuro per automobilisti, pedoni e residenti, il tratto stradale sito nel comune di Bagnara Calabra, denominato Provinciale 2 ex SS 112 per l’Aspromonte dal Km 4+250 al Km 5+450, meglio conosciuto come “rettilineo di Pomarelli”».
Scordo ha precisato che: «quel lungo rettilineo determina, nonostante la segnaletica verticale indichi chiaramente il limite di velocità di 50 Km orari, continue violazioni, tali da ingenerare paura per pedoni e residenti, ma anche per gli automobilisti che rispettando i limiti di velocità vedono sfrecciare altri automobilisti o addirittura mezzi pesanti a velocità spesso superiori a quelle previste per le strade extra urbane o addirittura autostrade.
Tale stato di cose, prosegue il Coordinatore dell’associazione Cittadinanza Attiva Pellegrina: «che negli anni ha provocato decine di gravi incidenti stradali e la morte di tante persone, è adesso diventato un fatto non più sopportabile che sta mettendo a dura prova la serenità dei residenti e di quanti per varie ragioni utilizzano quotidianamente quel tratto stradale».
Secondo l’Associazione che da anni opera per la crescita del territorio e del bene comune: «il divenire degli eventi, in ultimo il grave incidente della notte di Natale che solo per fatalità nonostante la gravità dell’impatto non ha lasciato morti sull’asfalto, non consente più di far finta di nulla aspettando il prossimo episodio e sperando, come spesso avvenuto in passato “non ci scappi il morto”».
È doveroso quindi, conclude il dott. Scordo: “che la società civile si interroghi e stimoli gli enti preposti a ricercare soluzioni che rendano sicura la percorrenza del “rettilineo di Pomarelli” e la vita di utenti e residenti.

