Il cuore civile del festival si sposta nella splendida cornice di Villa Zerbi per una giornata che promette forti emozioni, riflessioni necessarie e tantissima energia
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Il Mediterraneo non è un confine, è un laboratorio a cielo aperto. A Reggio Calabria prosegue il Festival GAIA: cinque giorni di visioni, dibattiti necessari e ritmi dal mondo per dimostrare che esiste un Sud che non aspetta il futuro, ma lo disegna.
Continua fino a sabato 31 ottobre il Festival GAIA - Futuro Prossimo | Mediterraneo Presente. Giorni densi di contenuti e spettacoli in cui la città dismette i panni di spettatrice delle grandi transizioni globali per diventarne l'epicentro creativo. Niente lezioni cattedratiche, ma una scossa di energia culturale: scienziati, reporter, attivisti e musicisti si incontrano per condividere l’idea che il "Mare di mezzo" è, prima di tutto, un gigantesco spazio di possibilità condivise.
La giornata di ieri ha regalato al pubblico del Museo Nazionale un viaggio profondo e suggestivo con l'incontro "La riscoperta dei nostri paesaggi".
La conferenza-concerto “Cultura del territorio: alberi, città, coste, nuove frontiere” ha visto dialogare tre straordinari interpreti del pensiero ambientale nazionale: il professor Andrea R. Proto, il maestro della fotografia documentaria Marco Introini e lo storico Rossano Pazzagli. Un confronto ritmato sulla fragilità e sulla bellezza dei nostri ecosistemi, arricchito dalla presentazione del volume Storia delle coste italiane (Rubbettino) e orchestrato dal taglio giornalistico incisivo di Giuseppe Smorto.
A chiudere la serata in modo prorompente sono state le corde di Francesco Loccisano: un concerto acustico travolgente che ha ridefinito i confini della chitarra battente, sospeso magicamente tra tradizione e modernità.
Il viaggio continua oggi, venerdì 30 ottobre, per accendere i riflettori su "Storie di dignità, oltre i confini". Il cuore civile del festival si sposta nella splendida cornice di Villa Zerbi per una giornata che promette forti emozioni, riflessioni necessarie e tantissima energia.
Dorotea Cosio introdurrà un incontro tra mondi diversi che si cercano e si fondono. Al centro del dibattito ci sarà il progetto “Dalla testimonianza al protagonismo”, raccontato da Sofia Donato (Abarekà Nandree OdV), che dona voce e indipendenza economica alle madri dei migranti scomparsi del Mali. Sul palco si alterneranno le storie di rinascita di John Onama (ex bambino-soldato in Uganda), la lucidità sul campo di Eleonora Scrivo (ActionAid), e le preziose esperienze sul fronte dell'inclusione della mediatrice Sokaina Maktoum e di padre Sata Jean Noel.
L'atmosfera si trasforma in pura festa, gioia e contaminazione. La chitarra e l'energia travolgente di Sandro Joyeux saliranno sul palco per un live acustico imperdibile, capace di gettare ponti di note e sogni tra l'Africa subsahariana e l'Europa.

