Il 3 novembre 2026, presso la Sezione femminile del Plesso penitenziario “San Pietro”, facente capo alla Direzione degli Istituti Penitenziari “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria, si svolgerà una giornata di screening senologico rivolta alle donne detenute e al personale femminile dell’Istituto. Un’iniziativa concreta che porta la prevenzione sanitaria dentro il contesto penitenziario e ribadisce un principio essenziale: il diritto alla salute appartiene a ogni persona e non viene meno con la privazione della libertà.

L’attività si inserisce nel quadro della collaborazione avviata a livello nazionale tra il Ministero della Giustizia, il Ministero della Salute, Komen Italia e Fondazione Severino, con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e favorire la diagnosi precoce delle patologie oncologiche femminili. Grazie all’impiego di unità mobili specializzate e al contributo di personale sanitario qualificato, saranno rese accessibili prestazioni di particolare rilievo per la tutela della salute della donna.

Per la Direzione degli Istituti Penitenziari “G. Panzera”, la promozione della salute costituisce una componente sostanziale della responsabilità istituzionale: significa prestare attenzione ai bisogni delle persone affidate all’Amministrazione penitenziaria, favorire l’accesso a percorsi di prevenzione e contribuire a un ambiente detentivo nel quale la dignità individuale resti un riferimento imprescindibile.

«La tutela della salute è parte integrante della tutela della dignità della persona. Anche in carcere, la prevenzione deve essere un’opportunità concreta, accessibile e capace di raggiungere ogni donna. Come Direzione, sentiamo la responsabilità di promuovere un istituto attento non soltanto alla sicurezza e alla gestione della detenzione, ma anche ai bisogni delle persone e alla loro salute. Questa giornata testimonia il valore della collaborazione tra istituzioni e professionisti e dimostra che il carcere può essere anche un luogo in cui si costruiscono consapevolezza, attenzione e nuove possibilità di cura».

L’iniziativa richiama i principi dell’articolo 32 della Costituzione e dell’ordinamento penitenziario, che riconoscono la salute come diritto fondamentale della persona. Anche in carcere, informazione, sensibilizzazione e diagnosi precoce devono poter raggiungere chi, per la propria condizione, può incontrare maggiori ostacoli nell’accesso ai servizi. È in questa prospettiva che la Direzione sostiene e valorizza occasioni di collaborazione capaci di tradurre i principi in interventi concreti.

La giornata del 3 novembre si pone inoltre in continuità con l’analoga esperienza realizzata negli Istituti Penitenziari di Reggio Calabria nel 2024, che aveva registrato partecipazione e apprezzamento. Quell’esperienza ha confermato quanto sia importante portare la prevenzione anche negli istituti penitenziari, rendendo più vicini alle persone percorsi di cura, consapevolezza e tutela della salute.

La Direzione esprime il proprio apprezzamento alle istituzioni, agli enti partner e ai professionisti sanitari coinvolti, il cui impegno rende possibile questa iniziativa. La collaborazione tra Amministrazione Penitenziaria, sistema sanitario e realtà impegnate nella prevenzione rappresenta un esempio significativo di responsabilità condivisa e di attenzione alla persona. Si ringrazia per la collaborazione e l’impegno quotidiani anche il Servizio Sanitario Penitenziario dell’A.S.P. di Reggio Calabria nella persona del suo Coordinatore e di tutti gli operatori sanitari.

La prevenzione è un diritto, la dignità della persona è un impegno quotidiano.