Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Rosa all’imbrunire e poi gialla su un cielo sempre più scuro, prima di diventare bianca, stagliarsi in cielo e offuscare la luce delle stelle. Ecco quella che stasera sarà, come comunica l’Unione astrofili italiani (Uai) la Luna piena del Cervo. Claude Debussy sembrerà avere composto la sua celebre “Clair de lune” per questo plenilunio che cade proprio nel 55° anniversario del primo uomo sulle luna.

Yakamoz, riflesso di luna sull’acqua, parola turca nel 2007 designata quale parola più bella del mondo nella singolare classifica stilata dalla rivista culturale tedesca Kulturaustausch, sembrerà esistere per questa notte.
Insomma la Luna incantevole e magica protagonista, in questo frangente che richiama quello scolpito nella storia della Luna e dell’Umanità.
Il primo uomo
«Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July1969, A.D.We came in peace for all mankind».
«Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C.
Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità». Lo storico equipaggio dell’Apollo 11, composto Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins (rimasto in orbita a bordo del modulo lunare), il 20 luglio 1969 sbarcava per la prima volta sulla Luna. Un evento straordinario non solo per la scienza ma per il progresso umano e tutte le promesse che esso custodiva e custodisce ancora. Una pagina di storia che qualcuno ancora mette in dubbio.
Il primo a scendere fu l’astronauta e aviatore Neil Armstrong (scomparso nel 2012 all’età di 82 anni appena compiuti). Fu lui a pronunciare quelle parole ancora scolpite non solo nel ricordo di chi c’era ma anche nella mente di chi sarebbe arrivato dopo.
Era partito da un pianeta dove quella missione avveniva in piena guerra fredda tra Stati Uniti e Russia. A distanza di 55 anni, venti guerra spirano ancora sulla Terra e le parti in causa sono anche le stesse.
Lo sbarco sulla luna e una “passeggiata” nei pressi del mare della tranquillità, in quella “magnifica desolazione”, per sperimentare una forza di gravità pari ad un sesto di quella terrestre. Fu occasione per raccogliere campioni di suolo, scattare fotografie e installare, tra gli altri, un apparato sperimentale per l’analisi del vento solare.
Il programma Apollo per sbarcare sulla Luna
Nel clima di piena guerra fredda, dunque, il primo allunaggio della storia dell’umanità, dalla Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida. Da qui partirono tutte le missioni fino all’ultima, l’Apollo 17 del 1972. Dopo il primo atterraggio morbido del programma sovietico Luna, nel febbraio del 1966, e il programma statunitense Surveyor per la localizzazione di un sito sicuro per l’allunaggio, l’Apollo 8 eseguì per la prima volta con equipaggio l’orbita lunare nel dicembre 1968. Poi all’apice della sfida spaziale lanciata dall’Urss con il primo satellite artificiale – Sputnik 1 – in orbita nell’ottobre del 1957 e dopo il primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin, a bordo della navicella Vostok 1 nell’aprile 1961, furono gli Stati Uniti ad aggiudicarsi il primato dell’uomo sulla Luna nell’ambito di un programma il cui esordio fu tragico.
Nel gennaio 1967, la prima missione (Apollo 1) non partì mai a causa di un’esplosione, in fase di prova, della navicella Apollo/Saturn 204 (AS-204). Persero la vita i piloti americani Grissom, White, Chaffee.
L’obiettivo del programma Apollo venne reso noto nel 1961 dal presidente Kennedy ma l’allunaggio avvenne con Richard Nixon presidente. Delle 17 missioni denominate Apollo, dal 1968 undici furono con equipaggio (dall’Apollo 7 all’Apollo 17). Una fallì, l’Apollo 13. L’Apollo 11 effettuò il primo storico atterraggio con equipaggio e l’Apollo 15 si fregiò di avere migliorato l’esplorazione lunare.
Dopo la missione Apollo a stelle a strisce, nessuno ha più camminato sulla luna e il programma Luna dell’Unione Sovietica valse il rilevamento di alcuni campioni di suolo lunare. Ci provarono anche i giapponesi, collaudando una nuova rotta lunare, nel gennaio del 1990, poi gli europei nel 2003 con la sonda Smart e gli indiani con la sonda Aditya nel 2008 e la Cina nel 2009 con la sonda Chang’e 1.
Il programma Artemis per tornare sulla Luna
La Nasa si prepara a tornare sulla luna con il programma Artemis che previsti per quest’anno slitta al prossimo. La prima missione con equipaggio (Artemis 2) dovrebbe avvenire verso la fine del 2025. Christina Koch e sarà la prima donna a volare verso la Luna. L’allunaggio vero e proprio è attualmente pianificato entro la fine del 2026, nell’ambito della missione Artemis 3.
Il satellite terrestre, unico, silenzioso e non più irraggiungibile
La Luna è l’unico satellite terrestre. Privo di luce propria, secondo la teoria più accreditata, si sarebbe generata a seguito della collisione di un asteroide delle dimensioni simili a quelle di Marte con la Terra quando quest’ultima era ancora calda, nella prima fase della sua formazione. Il materiale dell’impatto rimase in orbita intorno alla Terra e per effetto della forza gravitazionale si compattò formando la Luna. La sua superficie è coperta da trentamila crateri che rappresentano la storia di milioni di anni in cui meteoriti hanno lasciato su di essa segni rimasti inalterati per l’assenza di acqua e atmosfera. I cosiddetti mari lunari come Oceanus Procellarum (Oceano delle Tempeste), Mare Tranquillitatis (Mare della Tranquillità e Mare Imbrium (Mare delle Piogge).
I pochi atomi che derivano dal degassamento e dal vento solare non rimangono trattenuti dalla gravità del satellite, ecco perché la Luna non ha una vera atmosfera. Il cratere lunare più grande è il bacino Polo Sud-Aitken, con un diametro di circa 2500 chilometri e una profondità di 13 chilometri, nella la parte meridionale della faccia lontana, ossia quella sempre rivolta in direzione opposta rispetto alla Terra.
Il “viaggio” intorno alla terra
La Luna compie un’orbita ellittica attorno alla Terra ogni 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 11 secondi ma l’osservatore sulla Terra conta circa 29,5 giorni tra una nuova luna e la successiva, per via del contemporaneo movimento di rivoluzione terrestre intorno al Sole. Il suo moto è complesso poiché subisce l’influenza della forza gravitazione terrestre e solare e proprio dalla reciprocità di questa influenza che discende il condizionamento delle maree e il fenomeno per cui la Luna mostra alla Terra sempre lo stesso volto.
Il piano dell’orbita della Luna è inclinato di poco rispetto a quello dell’orbita della Terra intorno al Sole (eclittica). I punti in cui l’orbita lunare interseca l’eclittica sono chiamati i nodi lunari. La coincidenza di questi nodi con la posizione della Luna genera il fenomeno dell’eclisse solare quando nella fase di novilunio (Luna Nuova) essa si trova esattamente allineata tra il Sole e la Terra e dell’eclissi lunare quando in fase di plenilunio (Luna Piena) la Terra si trova tra essa e il Sole.
Luna, antica e affascinante
Nelle religioni dell’antica Grecia, Selene (in greco Luna, la Risplendente) è la titanide della Luna, figlia di Iperione e Teia, sorella di Elio (il Sole) ed Eos (l’Aurora). Artemide nella mitologia greca, Diana il quella romana, la Luna celebrata da Leopardi nel “Canto notturno di un pastore dell’Asia” orna in modo costante la volta celeste anche se non è visibile ogni giorno del mese e si mostra gradualmente all’occhio dell’uomo.
Legata a tradizioni e credenze popolari più diverse, dai tempi di Galileo che la osservò per primo con il cannocchiale, la sua superficie non è più liscia ma attraversata dai cosiddetti mari.
L’uomo vi è atterrato 55 anni fa, ma fortunatamente la Luna continua ad essere senza padroni, fatta eccezione per la forza gravitazionale che la rende l’unico satellite naturale terrestre. E’ stata raggiunta dall’uomo ma non “conquistata”. E il suo fascino rimane assolutamente etereo e suggestivo.

