Al Centro Don Milani una giornata di incontri, laboratori e partite tra giovani di Beirut e Calabria. Rete istituzionale e sociale unita nel segno di legalità, inclusione e dialogo tra popoli
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Il grande cartellone di Super Metropolitan Futsal A Goal For Peace, in programma dall'11 al 17 Giugno 2026, ha vissuto ieri una delle sue giornate più intense e cariche di significato. La straordinaria partecipazione delle ragazze e dei ragazzi dello Shatila Community Sport Center di Beirut ha fatto tappa nella Locride, presso il Centro Don Milani a Marina di Gioiosa Ionica. Un incontro tra comunità ferite, ma animate da una incrollabile voglia di riscatto e di pace attraverso la purezza del gioco dei bambini.
L’Associazione Don Milani opera instancabilmente sul territorio dal 1995, offrendo supporto, sensibilizzazione e diffusione della legalità a favore di minori e famiglie. Proprio da questa esperienza come Centro Diurno ha preso forma il progetto SELES (Scuola etica e libera di educazione allo sport), una scuola calcio nata nel 2010 per offrire ai più giovani una formazione sportiva di qualità affiancata da percorsi di educazione alla legalità democratica, all'inclusione e alla cittadinanza attiva.
La sessione mattutina è stata caratterizzata da laboratori e momenti di profonda riflessione. Di grandissimo rilievo è stata la presenza di don Sergio Massironi, teologo presso il Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il cui intervento ha conferito all'iniziativa un profondo respiro nazionale, ricollegando l'esperienza sul campo ai grandi temi universali promossi dalla Santa Sede. Rivolgendosi ai presenti, don Sergio Massironi ha espresso profonda gratitudine per questa esperienza, definendola una fonte d'ispirazione importante anche per il messaggio di pace che la Chiesa rivolge costantemente al mondo intero.
Al tavolo dei laboratori hanno portato il loro prezioso contributo Francesca Chirico, presidente dell'Azione Cattolica della Diocesi di Reggio - Bova e tra le principali promotrici di questo grande progetto, che ha ribadito quanto sia centrale l'idea di una “Comunità che cammina”; Carmen Bagalà, Direttrice della Caritas della Diocesi di Locri - Gerace, e un gruppo di animatori provenienti da Ferrara, attivamente coinvolti nelle attività formative del Centro.
Dietro questo miracolo sociale c'è una solida alleanza progettuale che vede camminare insieme, come partner uniti dagli stessi obiettivi e valori, il CSI Reggio Calabria, l'Azione Cattolica Diocesana e la Diocesi di Reggio Calabria - Bova. L'Azione Cattolica, in particolare, attraverso i propri volontari e sacerdoti, ha fortemente promosso e coordinato l'intera esperienza di accoglienza con i ragazzi di Shatila.
Una sinergia strutturale che ha saputo catalizzare l'attenzione delle massime istituzioni, ottenendo i prestigiosi patrocini della Città Metropolitana di Reggio Calabria, del Comune di Reggio Calabria e dell’UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), l'istituto delle Nazioni Unite che valida l'alto valore della rassegna nel contrasto alla marginalità e nella promozione della legalità attraverso lo sport. A completare questo eccezionale quadro di cooperazione si unisce l'apporto dell'associazione Linguaggi Sociali, a testimonianza di come il lavoro di rete tra mondo ecclesiale, associazionismo e istituzioni possa tracciare strade concrete di pace.
Nel pomeriggio la palla è passata al campo. Il Centro Sportivo della SELES ha ospitato il Torneo Internazionale che ha visto confrontarsi, in un clima di straordinaria festa, la Seles Gioiosa, la Parrocchia Santa Maria della Pietà di San Luca, la Seles Polistena e i ragazzi della Polisportiva Shatila di Beirut.
Il calcio d'inizio è stato dato dal Sindaco di Gioiosa Ionica, Luca Ritorto, mentre la premiazione finale ha visto l'intervento dell'assessore allo sport comunale Enrico Tarzia. A guidare l'intera giornata è stato Francesco Rigitano, guida instancabile e lungimirante del Don Milani e della SELES. Un momento di altissimo valore simbolico ed emotivo si è vissuto quando al coach dei ragazzi dello Shatila è stata donata la maglietta ufficiale della SELES, personalizzata con i nomi delle vittime di mafia.
Un autentico inno alla pace e alla giustizia tra i popoli e le comunità che ha avuto, ancora una volta, la guida più sicura e affidabile: i bambini e i ragazzi in campo.

