Il general manager traccia un bilancio sul momento della squadra e si appella alla città per un finale da protagonisti
Tutti gli articoli di Sport
PHOTO
Fortunato Serrano'
Il General Manager della Redel, Fortunato Vita, traccia un bilancio del momento attuale della squadra, lancia un appello al pubblico per il rush finale e non nasconde le difficoltà: dalle strutture precarie alla necessità di critiche costruttive.
Un momento altissimo, un pubblico finalmente più coinvolto e una striscia di dieci vittorie consecutive. La Redel Reggio Calabria vola e si prepara alla pausa del campionato con la consapevolezza di una squadra trasformata. Ma il General Manager neroarancio, Fortunato Vita, intervenuto in conferenza stampa, non si limita a gioire per i risultati. Il suo è un messaggio a tutto tondo: orgoglio per il lavoro svolto, un appello accorato alla città e una piccola stoccata a chi, con commenti denigratori, offusca il valore del percorso.
A pochi giorni dalla sosta, Vita analizza il momento: «La sosta ci serve per assestare e riorganizzare dal punto di vista tecnico il nuovo inserimento di Marangon e questa pausa cade a pennello. La cosa importante è l’attenzione che tutta la società e il gruppo hanno messo per analizzare ogni criticità, minuto dopo minuto. Lo abbiamo dimostrato senza farci prendere dall’ansia o dalla fretta, memori di situazioni passate. Abbiamo costruito e inserito i giusti innesti. Ora siamo a dieci vittorie, ma noi siamo vigili sempre, sia con le vittorie che con le sconfitte».
Con la stessa lucidità, Vita guarda al futuro e al girone.
«Siamo consapevoli del nostro potenziale e di mettere i ragazzi nelle condizioni di rendere al 100%. Rispettiamo sempre e comunque le altre società e verrà fuori, a mio avviso, una seconda fase avvincente che non vediamo l’ora di affrontare. Mi auguro che nella seconda fase e nei playoff ci sia una risposta concreta dalla Città. Quello che sta mancando è una risposta veramente importante in termini di presenze. Ci stiamo assestando, stiamo iniziando a riempire gli spazi del PalaCalafiore, ma secondo me ci sono i requisiti per andare oltre. I ragazzi lo meritano. Non serve solo una società che lavori, ma serve la città, il pubblico, per dare la spinta per un obiettivo importante per tutta la comunità».
Il GM Vita passa poi al cuore del progetto: il settore giovanile. Un vanto, nonostante le difficoltà.
«Ai dirigenti del settore giovanile darei un voto incommensurabile. Quello che stanno facendo talvolta senza strutture o con strutture precarie, è da elogiare. Una città metropolitana non dovrebbe presentare queste carenze. È una nota dolente. Come città abbiamo l’obbligo sociale di mettere i ragazzi in condizioni di fare sport in modo adeguato, cosa che non si verifica a volte per troppa approssimazione. Noi siamo pronti a supportare, ma serve un cambio di passo da parte di tutti».
In un anno e mezzo, la Pallacanestro Viola è passata dall’avere un settore giovanile inesistente a sette squadre, dalla Serie B al minibasket.
«Stiamo creando un’identità, che è la cosa fondamentale per il futuro».
Infine, una riflessione sull’entusiasmo e su quelle che definisce «stranezze» da parte di una piccola frangia di tifosi.
«La cosa che mi fa più divertire? Alcuni commenti che affronto con ironia: se vinciamo di 30 è perché l’avversario è scarso, se vinciamo di due è colpa nostra. Non ci si accontenta mai e niente va mai bene veramente. Siamo esseri umani e possiamo sbagliare, ma siamo sul pezzo per costruire qualcosa di importante».
Un passaggio a cui tiene particolarmente.
«Ho letto commenti rispetto a quando la Viola gioca in trasferta e vedo appellativi anche a volte irriguardosi verso altre squadre. È la cosa più brutta che ci possa essere nello sport. Dietro ogni società c’è un lavoro certosino, persone che mettono da parte lavoro e famiglia. Bisogna portare rispetto a tutti, che sia una squadra quotata o l’ultima in classifica. Tutti cercheranno di batterci ed è giusto così. Anche noi ce la metteremo tutta con il massimo riguardo verso chiunque».

