In un’ipotetica griglia per un gran premio di Formula Uno la Reggina Alfio Torrisi la piazza in seconda fila. «Ma siamo partiti dalla quattordicesima – ammette il tecnico amaranto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Paternò – quindi un po' di strada ne abbiamo fatta. Mancano tre partite, siamo tre punti dietro, dobbiamo sperare che le squadre che sono davanti a noi possano perdere qualche punto e nel frattempo dobbiamo cercare noi di fare bottino pieno, alla fine poi tireremo le somme».

Sulla carenza di personalità e carattere nei momenti clou del campionato l’allenatore non si nasconde. «Qualcosa sicuramente non ha funzionato – ha dichiarato - ma abbiamo dimostrato che nelle partite importanti, gli scontri diretti, di aver fatto il massimo vincendo in trasferta e abbiamo pareggiato una partita col Savoia. Abbiamo mancato di cattiveria, di quella cattiveria vera, non abbiamo steccato partite perché abbiamo subito una pressione psicologica, abbiamo sbagliato alcune volte proprio esclusivamente per un discorso di sufficienza, un discorso che non ci ha portato ad essere cattivi e feroci. Evidentemente sotto l’aspetto mentale non abbiamo sempre avuto lo stesso approccio».

A chi gli chiede, potendo tornare indietro, cosa cambierebbe Torrisi non ha dubbi: «Ho da rimproverarmi poco, al netto del secondo tempo di Lamezia, per cui non mi dò pace. Per il presto potevamo e dovevamo essere più cattivi, più feroci da avere più fame sottoporta, nonostante prestazioni positive. A Lamezia abbiamo fatto un secondo tempo brutto, opaco che ci ha portato poi alla sconfitta secondo me meritata, lì abbiamo preso una brutta botta perché quella ce la siamo veramente cercata e quindi lì ho tanti rimpianti. Adesso aspettiamo queste tre partite, poi vedremo quello che uscirà».

Ma come arriva la squadra alla partita di domani: «Con tanta stanchezza fisica e anche mentale perché giocare tre partite di una settimana, la terza è la più complicata, la più difficile per il dispendio di energie. Ho chiesto alla squadra una prova di forza soprattutto mentale vista anche la classifica del Paternò che potrebbe rilassare le nostre menti. Domani mi aspetto una grande squadra, dobbiamo cercare in tutti modi di passare in vantaggio nel primo tempo evitando di portare il risultato alle lunghe senza guardare la loro classifica».

Per spiegare l’attuale momento della Reggina Torrisi si affida alle statistiche: «I numeri sono abbastanza chiari, il nostro reparto offensivo quest’anno non ha dato a livello numerico e di realizzazioni quello che deve avere una squadra che deve lottare per vincere il campionato. La squadra che deve vincere il campionato deve avere un attaccante a doppia cifra, due esterni a doppia cifra, un tre quarti a doppia cifra. Purtroppo noi non ce li abbiamo e quindi penso che c’è poco da dire. Sono quelli i numeri che fanno la differenza, è una brutta verità, ma la realtà è questa».

«Alla fine – conclude il tecnico - penso che poi a bocce ferme andranno fatte tante considerazioni. Sul mercato quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, sono contento di quello che è arrivato. Adesso dobbiamo fare nove punti nella speranza che qualche squadra magari subisca la pressione di essere obbligata a vincerle tutte e tre. Fino a quando c’è la possibilità di credere in qualcosa oggettivamente bisogna farlo. Io ci credevo nei momenti più difficili ci credo adesso, fino a quando la matematica non ci condannerà. Sappiamo che è difficile ma il calcio in passato ha dato lezioni di vita».