Le criticità segnalate riguardano soprattutto l’impatto paesaggistico in un’area con valori naturalistici e panoramici rilevanti
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La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia ha espresso un parere vincolante negativo sul progetto del Parco eolico di Agnana, presentato dalla società SKI23 s.r.l. nei mesi scorsi rispetto all’installazione di cinque turbine eoliche con opere di connessione alla rete elettrica nazionale nei territori anche di Mammola e Siderno. Le criticità segnalate riguardano soprattutto l’impatto paesaggistico in un’area con valori naturalistici e panoramici rilevanti, la presenza di vincoli culturali e archeologici nel territorio circostante e la necessità di verificare anche la presenza di usi civici sui terreni interessati.
«Il territorio di Agnana ospita ancora oggi un complesso sistema minerario – si legge nella lettera del Ministero - non ancora integralmente esplorato. L’accesso alle gallerie note è dato da quattro bocche di mina e un portale monumentale, ubicati a distanze comprese tra gli 800 e i 1500 metri lineari dall’aerogeneratore più vicino; tale sito, per la sua eccezionale rilevanza, ricade sia nelle fattispecie di tutela del D.Lgs. 42/2004 “i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico”, sia in quelle previste dal medesimo articolo “cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà».
Inoltre «La localizzazione del Parco Eolico esattamente dentro il cono visuale del Belvedere del castello di Gerace determini un’interferenza visiva di notevole impatto esponendo i coni visuali storicizzati a un’alterazione irreversibile. Tale intrusione comprometterebbe l’integrità percettiva e il valore simbolico di un sito d’eccellenza internazionale, pregiudicando tra l’altro anche la candidatura a Patrimonio Mondiale Unesco. In particolare, verrebbe meno il requisito della Buffer Zone richiesto dalle Operational Guidelines, le quali impongono la salvaguardia del ‘contesto immediato’ e delle ‘vedute importanti’ in quanto attributi funzionali e necessari alla protezione dell’identità stessa del bene».
«In tale contesto – rimarca la Soprintendenza - la salvaguardia non deve essere intesa come mera conservazione di un oggetto del passato, ma come la tutela di un bene collettivo irriproducibile. Si tratta di un’eredità complessa che abbiamo il dovere di trasmettere integra alle generazioni future». Il progetto è stato molto discusso da associazioni e comitati locali che hanno espresso più volte la loro ferma opposizione per motivi paesaggistici e ambientali. A gennaio l’amministrazione comunale di Agnana guidata dal sindaco Pino Cusato ha promosso una consultazione popolare dove la maggioranza dei partecipanti ha votato contro l’impianto.

