Lo scorso maggio un gruppo di studenti dell'Università di Dresda, con i loro docenti Arne Cierjacks (Università di Scienze Applicate) e Christoph Hein (DIPL-ING. (FH), architetto e paesaggista freelance), ha effettuato ricerche, studi e campionamenti nell'area di Brancaleone, in località Piani di Campolico, considerata il polmone verde della cittadina costiera, che condivide i confini amministrativi con il vicino territorio di Staiti.

La particolarità di questo territorio è stata già promossa da riviste nazionali come il Corriere della Sera, grazie a Carmine Verduci, fondatore di Kalabria Experience e presidente della locale Pro Loco di Brancaleone, che da anni organizza escursioni in questo contesto. L'indagine scientifica ai Piani di Campolico è stata proposta dal Dott. Francesco Manti, entomologo esperto GIS, con il supporto della Dott.ssa Elvira Castiglione, entomologa, che hanno fortemente voluto che questa attività si svolgesse sul territorio. L'iniziativa non è certo passata inosservata al gruppo di ricercatori, ammaliati dalla biodiversità mediterranea, ricca e variegata, in un contesto che, come dichiarano, andrebbe tutelato e valorizzato al meglio.

La giornata è iniziata con la visita del Centro di Recupero delle Tartarughe Marine a Brancaleone Marina, gestito dall'associazione Blue Conservancy Onlus, presieduta da Filippo Armonio, che ha illustrato agli studenti il lavoro svolto da molti anni con dedizione e passione. Successivamente il gruppo si è spostato verso località Cardúsi, alle spalle del vecchio paese, dove ha preso parte a un'uscita didattica nell'ambito del Corso Guide Ambientali Escursionistiche, con oltre 15 corsisti attualmente in formazione. La giornata ha inoltre previsto una visita aziendale presso l'attività di Tonino Sidari, giovane allevatore che produce un apprezzato formaggio caprino.

Il focus della ricerca si è concentrato sul tema dell'applicazione pratica delle strategie di infrastrutture verdi e dell'adattamento climatico, coinvolgendo anche i territori di Reggio Calabria, Podargoni, Amendolea e Saline Joniche. L'iniziativa rientra in una programmazione più ampia che ha interessato l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, con il Dipartimento di Architettura e Design (dAeD), diretto dalla Prof.ssa Consuelo Nava, e il Laboratorio di Entomologia ed Ecologia Applicata (LEEA), guidato dal Prof. Peter Bonsignore, coordinatore scientifico e delegato per l'Istruzione e l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in collaborazione con la Hochschule für Technik und Wirtschaft di Dresda.

Nei giorni scorsi è stato inoltre organizzato un workshop dal titolo: «ARCHITETTURA DESIGN – Infrastrutture verdi, biodiversità e adattamento climatico: una prospettiva comparativa tra paesaggi temperati e mediterranei».

«Una bella soddisfazione – ha commentato Carmine Verduci – avere avuto l'attenzione da parte dell'Università di Dresda a Brancaleone e, in particolar modo, sulla zona di Campolico, a me molto cara, rappresenta un punto di forza per il territorio, che diventa sempre più attrattivo anche sul piano universitario internazionale. Per questo ringrazio il Dott. Francesco Manti e la Dott.ssa Elvira Castiglione che hanno scelto proprio il territorio di Brancaleone come campo di studio, raccogliendo molti feedback positivi da parte dei docenti e degli studenti del corso.

Una meraviglia incastonata nella cosiddetta Valle degli Armeni, che oggi viene vista anche come area di forte interesse culturale e archeologico per le sue peculiarità, capaci di suscitare crescente interesse. Considero questa occasione come un'opportunità di crescita e sviluppo del turismo scientifico, che punta a valorizzare il territorio e tutto l'indotto che ne deriva, dall'ospitalità alle piccole attività imprenditoriali che fanno di questo lembo di Calabria un vero patrimonio paesaggistico e antropologico da conoscere, scoprire e anche gustare».