Gli ambientalisti insorgono: «Ci troviamo di fronte ad un territorio caratterizzato da fragilità ed instabilità estreme»
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Un altro tratto del versante Costa Viola, tra Scilla e Favazzina, a valle della frazione di Melia di Scilla, è stato interessato da frane e smottamenti. Ha riguardato una strada definita “interpoderale”, ma utilizzata in passato dalla TIM per l’installazione del ripetitore 5G e dall’Anas, durante i lavori di ammodernamento dell’Autostrada del Mediterraneo-A2.
Ovviamente, i disagi causati dalla inagibilità di quella via di comunicazione riguardano i soli pochi proprietari di terreni raggiungibili solo attraverso essa. Ma il segnale è comunque chiaro ed inequivocabile. L’essere umano continua a progettare, ma la Terra lancia un messaggio chiaro: mi riprendo ciò che mi appartiene. Dalle coste ai crinali d’altura, i segnali che l’antropizzazione deve arrestarsi o procedere con rispetto e discrezione sono ogni giorno più evidenti. Il mare e le fragili pendici dei nostri rilievi si riprendono spazi a loro sottratti da cemento e scavi.
«Come Comitato spontaneo per la Difesa della Costa Viola – si legge in una nota - abbiamo ripetutamente denunciato, sia a livello mediatico che istituzionale e grazie anche al supporto tecnico di professionisti ed accademici, che ci troviamo di fronte ad un territorio caratterizzato da fragilità ed instabilità estreme e che l’impatto di sollecitazioni - anche di matrice esplosiva - connesse alla realizzazione dell’Impianto di accumulo idroelettrico a pompaggio di acqua di mare presentato dal colosso dell’energia Edison, comporta rischi elevatissimi». Ne sono un’ulteriore dimostrazione le frane che hanno interessato la SS18 il 31 gennaio 2026 e quella odierna, sulla strada che collega la costa al Monte Judice.
«Riteniamo quindi che Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica MASE, attraverso la propria Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale, così come tutte le altre Istituzioni interessate, debbano INEVITABILMENTE tener conto di questi nuovi e ripetuti “eventi estremi” che stanno interessando la nostra Regione nella valutazione di progetti invasivi come l’impianto proposto da Edison tra Favazzina e Melia».

