Distrutto nella notte dal vento che correva oltre 130 km/h, era il simbolo maestoso di una comunità già duramente ferita
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San Lorenzo ha proclamato il lutto cittadino per la perdita del suo olmo secolare, abbattuto nella notte tra il 12 e il 13 febbraio dalla furia del vento legata al ciclone Nils. Un gesto raro, che racconta il legame profondo tra una comunità e il proprio simbolo.
L’ordinanza firmata dal sindaco Natale Sandro Polimeni, la numero 9 del 13 febbraio 2026, definisce l’olmo “monumento naturale di straordinaria importanza, la cui età era stimata in oltre 700 anni” e “simbolo identitario più alto della comunità laurentina, testimone silenzioso della storia locale, luogo di aggregazione e memoria collettiva per intere generazioni”.
La decisione è arrivata dopo una notte di maltempo che ha colpito duramente il territorio comunale. La violenza del vento ha compromesso definitivamente quello che per sette secoli aveva rappresentato un punto di riferimento per il paese.
L’ordinanza proclama il lutto cittadino per l’intera giornata del 14 febbraio 2026, dispone l’esposizione della bandiera a mezz’asta sugli edifici comunali e vieta le manifestazioni pubbliche a carattere ludico o ricreativo incompatibili con il momento.
Sotto le sue fronde si sono incontrate generazioni, si sono celebrati traguardi, si è costruita un’appartenenza. Era lo sfondo delle fotografie dei laureati, il luogo dei ritrovi, il segno delle radici. Un comune che si ferma per piangere un albero racconta una storia profonda: quando cade un simbolo che ha attraversato sette secoli, il vuoto che lascia è reale.

