La nomina di un commissario di governo per il Ponte sullo Stretto di Messina «sarebbe un'ennesima forzatura: si tratterebbe dell'ennesimo pasticcio per una procedura che sta collezionando il record di pasticci». Lo afferma il Wwf Italia osservando che «alla luce delle problematiche emerse rispetto l'applicazione della normativa comunitaria e nazionale, sia ambientale che relativa a concorrenza e appalti, non si capisce quali poteri possano essere legittimamente attribuiti ad un commissario straordinario per derogarvi». Per la ong, «di certo non esiste Commissario che possa risolvere questioni di merito relative ai test, alle verifiche e alle analisi dell'opera sugli aspetti sismici e strutturali oltre che ambientali e naturalistici che sono ancora in corso anche a seguito delle prescrizioni della Commissione Via».

Un'eventuale nomina commissariale, aggiunge il Wwf, «rientrerebbe in questo approccio che ha dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: sarebbe quindi perseverare in un incaponimento lontanissimo dagli interessi reali degli italiani e dagli interessi economici e finanziari dello Stato oltre che delle Regioni Sicilia e Calabria. Ci auguriamo che il Governo non si avventuri su questa strada. Se così non fosse saremmo difronte all'ennesima forzatura messa in campo per non affrontare i nodi di un progetto insostenibile da tutti i punti di vista e che fino ad oggi ha collezionato sonore bocciature, oltre che ad un totale cortocircuito amministrativo che certo non aiuterà a ristabilire la corretta procedura fin qui mancata».