martedì,Agosto 9 2022

Angelo Versaci, 31 anni fa l’omicidio del vigile urbano di Calanna ancora senza verità

Versaci finì nel mirino dei killer a sera, proprio davanti casa, per essersi messo di traverso rispetto a dinamiche poco limpide. Ma ancora oggi il delitto è avvolto nel silenzio

Angelo Versaci, 31 anni fa l’omicidio del vigile urbano di Calanna ancora senza verità

Trentuno anni senza giustizia. Senza conoscere volti e nomi di coloro che hanno sparato e ucciso. La famiglia di Angelo Versaci attende, anche se la fiducia inizia a scemare col passare del tempo e quella cortina di assoluto silenzio attorno alla morte del vigile urbano di Calanna si fa sempre più forte.

È il 3 settembre del 1990 e Angelo Versaci, quarantatre anni, «dopo avere passato il pomeriggio con la moglie Annamaria Catalano, dipendente dell’ufficio postale, torna in paese. Ha voglia di spensieratezza, va al bar dove ci sono gli amici. Gioca al biliardo – scrivono Danilo Chirico e Alessio Magro nel loro libro “Dimenticati – vittime della ‘Ndrangheta” – poi ne approfitta per una partita a carte come spesso si fa nei paesi. All’ora di cena torna verso casa. Suona il citofono, Annamaria gli risponde, va ad aprire. Proprio in quel momento un killer si avvicina e gli spara contro tre colpi di fucile: uno va a segno sulla spalla, gli altri due lo centrano alla testa. […]».

Ma perché fu ucciso Versaci? Lo ricorda bene Libera Reggio Calabria questa mattina, che scrive come la sua morte sia avvenuta «per essersi messo di traverso rispetto ad alcune dinamiche e procedure poco limpide all’interno della sua amministrazione».

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