FOTO | Dal Lungomare dei Mille alle periferie, la fotografia di una città colpita duramente tra sopralluoghi, interventi urgenti e stime in aggiornamento
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Melito Porto Salvo vuole ripartire. Nonostante le ferite ancora aperte e la consapevolezza che il lavoro da fare sarà lungo, complesso e decisivo per il futuro della città, Amministrazione Comunale e cittadini non si danno per vinti e sono a lavoro con caparbietà per guardare oltre. La richiesta di stato di calamità naturale segna il passaggio formale dall’emergenza alla fase straordinaria di gestione della crisi. Con una deliberazione di Giunta ad hoc il Comune di Melito Porto Salvo ha attivato l’iter istituzionale dopo i devastanti eventi meteorologici che tra il 19 e il 21 gennaio hanno colpito il territorio sotto la spinta del ciclone Harry. Un atto che certifica la portata del disastro e apre la strada al confronto con Regione Calabria e Dipartimento nazionale di Protezione Civile per il riconoscimento dello stato di emergenza e l’avvio dei ristori.
Sul campo, intanto, l’amministrazione comunale ha avviato le prime operazioni di ripristino. «I mezzi comunali e le ditte incaricate sono già al lavoro su tutto il territorio per le operazioni di sgombero, messa in sicurezza e ripristino, con l’obiettivo di restituire quanto prima normalità e sicurezza alla nostra comunità». Il sindaco Tito Nastasi ha voluto ringraziare tutte le componenti impegnate nelle ore più difficili: «Un sentito ringraziamento va a operatori, tecnici, Protezione Civile, Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Prefettura e volontari. Fondamentale anche il comportamento responsabile dei cittadini, che ha contribuito a scongiurare conseguenze ancora più gravi». Un messaggio che guarda già alla fase successiva: «L’Amministrazione continuerà a esserci, accanto alla comunità, per rimettere in piedi ciò che è stato colpito e riprendere insieme il cammino intrapreso».
Il quadro che emerge dalle prime verifiche tecniche è pesantissimo. Oltre 300 metri di Lungomare dei Mille risultano inghiottiti dalla furia del mare, con il crollo del muro di contenimento, la distruzione di tratti di strada e marciapiede e il cedimento della carreggiata. Distrutti anche alcuni lidi e strutture balneari. I danni si estendono ben oltre la fascia costiera e coinvolgono l’intero territorio comunale. Le reti idrica e fognaria hanno subito gravi compromissioni, così come la pubblica illuminazione. Diverse strade sono state rese impraticabili dai detriti. Si sono registrati allagamenti di sottopassi idraulici e ferroviari, la caduta di alberi di grosse dimensioni con danni ai veicoli, criticità in corso di verifica in numerosi plessi scolastici e l’evacuazione preventiva – nel clou dell’emergenza – di circa trenta persone.
Sul piano organizzativo, la macchina dei soccorsi si è mossa in anticipo. Il Centro Operativo Comunale è stato attivato già dal 18 gennaio, garantendo il coordinamento costante tra Protezione Civile, Forze dell’Ordine, Polizia Locale, Ufficio Tecnico Comunale, Vigili del Fuoco, volontariato e imprese operative. Un presidio che ha certamente consentito di mitigare i danni che, probabilmente, sarebbero stati molto più ingenti ed affrontare le ore più critiche mantenendo la continuità dei servizi primari e riducendo soprattutto i rischi per la popolazione.
Parallelamente è partita la ricognizione tecnica dei danni, affidata agli uffici comunali, passaggio indispensabile per quantificare l’impatto economico della calamità. La stima è ancora in corso, ma le prime valutazioni potrebbero parlare di una cifra destinata a superare anche i 20 milioni di euro per il solo territorio di Melito Porto Salvo. Il dato certo, reale e verificato potrà essere disponibile solo nei prossimi giorni, restituendo la fotografia certificata di un evento che ha messo in ginocchio infrastrutture, viabilità, servizi pubblici e porzioni significative del tessuto urbano.
Sul Lungomare dei Mille, dove il mare ha cancellato anni di storia e di meraviglia, oggi si misura la dimensione reale dell’emergenza che ha colpito Melito Porto Salvo. I sopralluoghi tecnici proseguono, la macchina comunale resta operativa sul territorio e la ricognizione dei danni entra nella fase più delicata. I numeri, per ora solo ipotetici e destinati probabilmente a crescere, raccontano un impatto pesante e diffuso. Ora la priorità resta una sola: mettere in sicurezza, ripristinare i servizi essenziali e dare risposte rapide a una comunità che ha subito uno dei colpi più duri degli ultimi anni. Con la speranza che il Comune, come tutti gli altri municipi del resto, non venga lasciato solo davanti a questa catastrofe.











