La memoria difensiva svela i dettagli sulla resa di Ciccio Pakistan: «Condizioni di salute incompatibili con la fuga, la presentazione alle autorità fu concordata per garantire le cure»
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Una verità processuale diversa da quella emessa dalle cronache ufficiali dell'epoca si fa strada nelle aule del Tribunale di Locri. Al centro della vicenda c'è Francesco Pelle, detto "Ciccio Pakistan", inserito nel 2021 tra gli otto latitanti italiani di massima pericolosità, il cui nome torna prepotentemente al centro dello stralcio del processo sulla faida di San Luca. Secondo quanto ricostruito in un dettagliato dossier illustrativo depositato dal suo legalei, l’avvocato Antonio Russo, l’uomo non sarebbe stato vittima di un blitz a sorpresa, bensì protagonista di una costituzione spontanea.
Il documento difensivo, datato 2 ottobre 2026, punta a fare chiarezza sulle modalità della cattura avvenuta nel marzo del 2021, sgomberando il campo da narrazioni "poliziesche" di natura coattiva. Come evidenziato nell'esame reso dall'imputato lo scorso 3 giugno 2024 e ribadito nella memoria, le gravi condizioni cliniche di Pelle, affetto da paraplegia spastica in seguito al drammatico attentato del 31 luglio 2006, costretto all'uso stabile della carrozzina e dipendente da presidi sanitari continui, rendevano del tutto irrealistica qualsiasi condotta di fuga o sotterfugio operativo.
La svolta, secondo la ricostruzione della difesa, prese le mosse dall'iniziativa di un familiare che si presentò nella notte del 29 marzo 2021 presso la Compagnia dei Carabinieri di Bianco per segnalare la drammatica situazione di Pelle, ricoverato in gravissime condizioni e intubato in un ospedale di Lisbona, in Portogallo, e ulteriormente provato dalla positività al Covid-19. Un'attivazione mediata che portò a concordare tempi, modalità e garanzie minime di gestione sanitaria per il rientro in Italia e la presa in carico da parte della giustizia.
Nel dossier si sottolinea come le garanzie sanitarie fossero un presupposto essenziale per tutelare il diritto alla salute di un detenuto impossibilitato a deambulare e bisognoso di assistenza continua. La stessa relazione sanitaria del Distretto di Parma ha successivamente confermato le criticità strutturali del contesto carcerario rispetto al fabbisogno riabilitativo intensivo di Pelle, avvalorando la tesi di una scelta dettata dalla necessità di sopravvivenza piuttosto che dalla rottura di una latitanza attiva. L'obiettivo della memoria depositata dinanzi al Tribunale di Locri è un'operazione di rigorosa ricostruzione probatoria: restituire esattezza storica alle dinamiche dell'arresto, confermando la piena linearità e genuina coerenza tra il racconto dell'imputato e i dati medici agli atti.

