Nuovo capitolo nel furto di dati sensibili di clienti della banca inglese Revolut. Il gruppo hacker "IamNotAVillain”, che nelle scorse settimane ha rivendicato la responsabilità dell'attacco, avrebbe iniziato a pubblicare sul dark web quelli che definisce "The Italy Files": una raccolta che conterrebbe 150 gigabyte di dati che gli hacker sostengono di aver sottratto a sistemi riconducibili alla pubblica amministrazione italiana.

Si tratterebbe, a loro dire, di informazioni personali relative a funzionari pubblici, caselle di posta elettronica compromesse, passaporti, tessere sanitarie e documenti diplomatici di cui starebbero mostrando alcune anteprime. La polizia postale già nelle scorse settimane ha avviato indagini sulla vicenda.

L'inchiesta è stata aperta dalla procura di Reggio Calabria perché gli hacker hanno 'bucato' la fintech inglese attraverso e-mail istituzionale compromessa appartenente alla prefettura reggina. Sul caso ha acceso un faro anche la Procura nazionale antimafia ed antiterrorismo.