Un forte richiamo alla tutela concreta dell’indipendenza della magistratura, soprattutto nei territori segnati dalla presenza della criminalità organizzata, ha caratterizzato l’intervento di Domenica Miele, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, all’inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto di Reggio Calabria.


Rivolgendosi alle autorità istituzionali e ai magistrati del distretto, Miele ha portato il saluto del Csm, sottolineando il valore strategico di Reggio Calabria come presidio di legalità per l’intero Paese.

«Un territorio in cui l’esercizio della giurisdizione è chiamato quotidianamente a confrontarsi con la ‘ndrangheta, organizzazione capace di esercitare il proprio potere non solo attraverso la violenza, ma anche mediante reti di collusione e pressione sociale diffusa.
In questo contesto – ha evidenziato - l’indipendenza del magistrato non può essere considerata un principio astratto, ma un bene costituzionale che necessita di una tutela attiva e costante. Carichi di lavoro eccezionali, complessità investigativa, sovraesposizione mediatica e rischi di delegittimazione rendono particolarmente fragile l’equilibrio in cui operano i magistrati del distretto.

Da qui la necessità – secondo Miele - di evitare ogni forma di solitudine istituzionale, garantendo uffici stabili, un’organizzazione adeguata e un sostegno chiaro da parte dell’organo di autogoverno.
Ampio spazio è stato dedicato all’azione del Csm sul piano organizzativo. La componente del Consiglio ha ricordato i numerosi interventi per la copertura degli organici, i bandi per le sedi disagiate e le assegnazioni di magistrati ordinari in tirocinio nel biennio 2025-2026, pur riconoscendo la persistenza di criticità legate al turn-over e al sottodimensionamento delle piante organiche.

Colmare questi gap – ha affermato - significa anche ridurre gli spazi della cosiddetta “zona grigia”, dove il crimine organizzato incontra interessi economici e professionali».
Nel suo intervento, Miele ha poi espresso forte preoccupazione per le prospettate riforme costituzionali in materia di ordinamento giudiziario, segnalando i rischi di un indebolimento dell’unità e dell’autonomia della magistratura. In particolare, ha criticato la separazione delle carriere, la duplicazione dei Consigli superiori, il sorteggio dei componenti togati e la sottrazione della funzione disciplinare al Csm, richiamando anche le osservazioni espresse a livello internazionale dalla Relatrice speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza di giudici e avvocati.


L’indipendenza della magistratura, ha ribadito, è un presidio essenziale della democrazia costituzionale e della separazione dei poteri, così come lo è l’autonomia della magistratura contabile. Indebolire i controlli e le garanzie significa aprire spazi alla criminalità organizzata e lasciare i cittadini più soli di fronte al potere.
Concludendo, Domenica Miele ha rivolto un messaggio diretto ai magistrati del distretto di Reggio Calabria: «il Consiglio Superiore della Magistratura riconosce il valore del loro impegno e del loro sacrificio. “Non siete soli”, ha affermato, ribadendo l’impegno del Csm a essere al fianco di chi, in una terra “bellissima e difficile”, opera ogni giorno affinché la legge resti l’unico metro di giudizio».