Si chiude con un successo giudiziario per la difesa il capitolo d’appello rela6vo all’operazione denominata “Prima Alba Bis”. La Corte di Appello di Reggio Calabria (Prima Sezione Penale) ha ribaltato le precedenti statuizioni, decretando la totale estraneità ai fatti di Maria Calipari, assolta da ogni accusa mossa a suo carico.

La Calipari, difesa dall'avvocato Andrea Alvaro del foro di Palmi, era stata originariamente coinvolta nell'inchiesta con l'accusa di aver gestito l’attività di usura ed esercizio abusivo del credito per conto del marito. Sul suo conto pesavano i contenuti dei dialoghi intercettati quando il marito era detenuto. Tuttavia, la Corte d’Appello, in riforma della sentenza di primo grado del Tribunale di Palmi, ha pronunciato una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto in relazione al reato di esercizio abusivo di attività finanziaria. Già in primo grado la donna era stata assolta dalle altre imputazioni di concorso in usura aggravata.

Risultati di rilievo sono stati ottenuti anche per la posizione di Giuseppe Managò. I giudici di secondo grado hanno accolto le tesi difensive procedendo all’assoluzione piena in merito ad uno dei reati di usura contestato perché il fatto non sussiste; riduzione del trattamento sanzionatorio: la pena complessiva è stata rideterminata in 4 anni di reclusione e 15.000 euro di multa.

«L'esito del giudizio d'appello res6tuisce una più corretta dimensione ai fatti contestati – è il commento della difesa - L'assoluzione della Calipari conferma come la donna fosse stata ingiustamente accomunata alle vicende giudiziarie del coniuge. Per quanto riguarda Managò, la parziale assoluzione e la riduzione della pena dimostrano l'efficacia del riesame operato dalla Corte reggina, che ha ridimensionato sensibilmente la portata penale delle condotte».