La Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Calabria e Coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali, avv. Giovanna Francesca Russo, esprime profonda gratitudine al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria per due iniziative che testimoniano, con atti concreti, l’affermazione di una nuova e più avanzata cultura dell’esecuzione penale.

«Dalla Calabria arrivano segnali di rilevanza nazionale – dichiara Russo – che dimostrano come sia possibile costruire un sistema penitenziario più umano, moderno ed efficace senza arretrare di un solo passo sul terreno della legalità e della sicurezza».

L’iniziativa realizzata a San Giorgio Morgeto ha restituito l’immagine autentica di un welfare penitenziario capace di farsi carico delle fragilità, di ricostruire percorsi di vita e di impedire che la marginalità diventi una condanna ulteriore rispetto alla pena. «È questo il significato più alto dell’articolo 27 della Costituzione – sottolinea la Garante –: una pena che non umilia, non abbandona e non cancella la persona, ma responsabilizza, rieduca e crea le condizioni per un ritorno consapevole nella società. Un sistema penitenziario che restituisce dignità produce maggiore sicurezza per l’intera collettività».

Russo rivolge, inoltre, un particolare plauso per i lavori in corso relativi alla rimozione dei pannelli in plexiglas presso la Casa circondariale di Cosenza, definendoli «un risultato di straordinario valore costituzionale, umano e istituzionale».

«Non si tratta soltanto della rimozione di una barriera materiale. È il superamento di una distanza simbolica, tra le persone detenute e la speranza, tra l’istituzione e il principio di umanità che deve orientarne ogni scelta. È la dimostrazione che anche le questioni più complesse possono trovare soluzioni equilibrate quando vengono affrontate con rigore tecnico, sensibilità e rispetto delle responsabilità di ciascuno». Il risultato è frutto di un intenso lavoro interistituzionale che ha visto operare, in piena sinergia, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Provveditorato regionale della Calabria e l’Ufficio del Garante regionale, con il tempestivo intervento del Governo.

«Questa convergenza – prosegue Russo – certifica l’esistenza di una comune sensibilità istituzionale orientata alla tutela della dignità della persona, nel pieno rispetto delle imprescindibili esigenze di sicurezza. Non è stata una procedura semplice, ma proprio per questo il risultato assume un valore ancora maggiore: dimostra che la buona amministrazione non elude i problemi, li studia, li governa e li trasforma in risposte costituzionalmente sostenibili».

Per la Coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali, quanto realizzato in Calabria costituisce un metodo di lavoro esportabile. «Quando le istituzioni dialogano con competenza, responsabilità e spirito di servizio, umanità e legalità cessano di essere percepite come categorie contrapposte e diventano parti di un’unica strategia pubblica. La vera forza dello Stato non si misura in rigidità, ma dall’autorevolezza di garantire insieme ordine, diritti, dignità e prospettive di reinserimento».

«La Calabria – conclude l’avv. Giovanna Francesca Russo – conferma di poter essere un laboratorio nazionale di buone pratiche penitenziarie. Una terra capace di trasformare criticità profonde in modelli di cooperazione istituzionale, senza confondere i ruoli e senza protagonismi, ma mettendo in rete competenze, responsabilità e sensibilità diverse».

«Urlare raramente risolve i problemi. Scrivere, ascoltare, dialogare, perseverare nelle sedi istituzionali e costruire reti operative consente invece di trasformare anche le questioni più difficili in soluzioni concrete. È questa la postura istituzionale di cui il Paese ha bisogno: meno contrapposizione, più responsabilità; meno annunci, più risultati; meno personalismi, più Costituzione», ha concluso Russo.