Si conclude così, in primo grado, dopo la denuncia di Aurelio Coppolino, la vicenda che ha segnato uno dei passaggi più dolorosi della storia recente del basket cittadino
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Il Tribunale di Reggio Calabria ha depositato la sentenza n. 2039/2025 sul processo legato alla gestione contabile e alla cessione della Viola Reggio Calabria S.S.D., storica squadra simbolo dello sport reggino.
Al centro del procedimento, i bilanci degli anni 2015, 2016 e 2017 e la vendita della società nell’estate 2018 all’imprenditore siciliano Aurelio Coppolino.
Secondo quanto accertato in sentenza, nei bilanci della società non vennero correttamente iscritti debiti e passività legati all’utilizzo di due strutture pubbliche fondamentali per la vita sportiva della squadra: il Palacalafiore, di proprietà del Comune di Reggio Calabria; il “Pianeta Viola”, struttura riconducibile alla Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Per il Palacalafiore esisteva un piano di rientro sottoscritto nel 2017, che prevedeva la rateizzazione di oltre 112 mila euro tra canoni e utenze. Tuttavia, secondo il Collegio, quel debito certo e formalizzato non risultava correttamente iscritto in bilancio. Ancora più rilevante la questione del “Pianeta Viola”: pur in assenza di una convenzione definitivamente perfezionata, la società aveva occupato la struttura per anni.
Per i giudici, esisteva quantomeno una passività potenziale rilevante, tale da imporre l’iscrizione di un fondo rischi nei documenti contabili. Anche questo, però, non avvenne. Molti dei bilanci precedenti risultano oggi coperti da prescrizione. Ma il bilancio 2017 – depositato nel 2018, poco prima della cessione – è stato ritenuto ancora penalmente rilevante.
Nel luglio 2018, in una fase concitata legata ai termini di iscrizione al campionato, la società venne ceduta a Coppolino per 900 euro, con assunzione di debiti dichiarati per circa 772 mila euro.
Solo successivamente emersero ulteriori esposizioni: oltre 112 mila euro verso il Comune; fino a 825 mila euro nei confronti della Città Metropolitana per l’utilizzo del Pianeta Viola. Per il Tribunale, l’acquirente non ebbe una rappresentazione veritiera della situazione economica e fu indotto in errore dalla documentazione contabile. Da qui la configurazione della truffa aggravata, per il danno patrimoniale ritenuto di rilevante gravità.
Il Collegio ha: condannato Raffaele Monastero e Giovanni Cesare Muscolino per falso in bilancio e truffa aggravata; condannato Francesco Terranova per falso in bilancio, ma assolto dall’accusa di truffa, non essendo stata provata oltre ogni ragionevole dubbio la sua partecipazione alla fase dell’inganno nei confronti dell’acquirente; assolto Giuseppe Campisi, non ritenuto amministratore di fatto.
La sentenza riporta al centro una stagione che per molti tifosi rappresenta uno spartiacque: la difficoltà economica, la perdita di stabilità societaria, l’uscita di scena di una realtà che per decenni aveva incarnato l’orgoglio sportivo della città.
Non è solo una questione di numeri e scritture contabili. È il racconto di come una gestione opaca – secondo quanto stabilito dal Tribunale – abbia inciso su una delle istituzioni sportive più identitarie di Reggio. Ora si attende di conoscere le motivazioni complete e l’eventuale percorso in appello.

