La cantante e performer porta in scena un Edgar Allan Poe moderno, in un’esperienza multisensoriale che fonde drammaturgia, musica e luce per esplorare l’enigma della sua morte
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Cos’è successo veramente a Edgar Allan Poe? Ottobre 1849. Il poeta veniva trovato delirante in un vicolo di Baltimora, incapace di spiegare il proprio abisso, per poi morire nel mistero. Oggi, quel mistero sale sul palcoscenico con “POE. Protocollo Baltimora”, opera teatrale originale, scritta e interpretata dalla cantante e performer Manuela Cricelli, con la regia di Bernardo Migliaccio Spina, e si riapre “il caso irrisolto”.
Non una biografia. E neppure il polveroso ritratto dei libri di scuola. Sul palcoscenico non c’è il mito, ma l’uomo. Un investigatore intrappolato in un “non-luogo” atemporale, costretto a interrogare i frammenti della propria memoria per risolvere l’unico enigma che conta: la propria fine. Allora la scena diviene una stanza senza pareti, in cui la parola recitata non basta più! Deve sostanziarsi in suono e farsi corpo attraverso il canto. La drammaturgia si fonde con una colonna sonora contemporanea di grande impatto, tesa a richiamare le inquietudini universali dell’animo umano. Grazie a una regia luci fatta di tagli netti e ombre profonde, lo spettatore diventa testimone di un’esperienza multisensoriale cruda e magnetica.
Manuela Cricelli così dà corpo a un Edgar Allan Poe moderno, sempre inquieto e profondamente umano: «Ho creato un ponte tra l’Ottocento e i giorni nostri perché il tormento di Poe è universale. Il suo “non-luogo” è lo spazio in cui tutti noi cerchiamo la nostra verità», dice l’artista.
L’aiuto regia è di Alessandra Tutino, service luci “Smart events” di Nicola Faiello.
La prima dello spettacolo andrà in scena sabato, 21 marzo 2026, ore 19.00, al Caffè Letterario “Mario La Cava” di Bovalino.

