Si è conclusa l’edizione 2026 del Gerace Heritage Lab 2026, l’appuntamento internazionale che per cinque giorni ha trasformato Gerace in un laboratorio di studio, confronto e progettazione dedicato al patrimonio culturale e allo sviluppo sostenibile dei territori.

Per quasi una settimana il borgo della Locride è diventato punto di incontro tra studiosi, esperti UNESCO, amministratori pubblici, professionisti del settore e rappresentanti istituzionali provenienti dall’Italia e dall’estero, dando vita a un dibattito di alto profilo sulle strategie di tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale.

Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è stato il dialogo tra esperti del patrimonio materiale e del patrimonio immateriale, un confronto che ha permesso di mettere in relazione approcci e competenze differenti per affrontare alcune delle principali sfide che attendono i piccoli centri e le aree interne: dal turismo sostenibile alla governance territoriale, dal coinvolgimento delle comunità alla costruzione di reti culturali internazionali.

Nel corso delle giornate di lavoro si sono alternate alcune tra le più autorevoli personalità del panorama nazionale e internazionale, contribuendo a fare di Gerace un luogo di elaborazione culturale e di riflessione sul ruolo che il patrimonio può svolgere nei processi di rigenerazione e sviluppo dei territori.

«Il Gerace Heritage Lab ha rappresentato un momento di grande valore per la nostra comunità e per l’intero territorio. In questi giorni Gerace è stata il luogo nel quale esperienze, competenze e visioni provenienti da diversi Paesi si sono incontrate per riflettere sul futuro dei borghi e sul valore del patrimonio culturale», ha dichiarato il sindaco Rudi Lizzi.

Per il primo cittadino, l’esperienza dimostra come anche una piccola comunità possa diventare protagonista di un dibattito internazionale quando investe sulla cultura, sulla qualità delle relazioni e sulla capacità di costruire opportunità e collaborazioni.

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura e al Turismo Marisa Larosa, che ha sottolineato il ruolo centrale delle comunità nei percorsi di valorizzazione del patrimonio: «La vera forza di un territorio risiede nelle persone che lo abitano, ne custodiscono la memoria e scelgono ogni giorno di prendersene cura. I piccoli borghi possono essere luoghi di innovazione culturale e laboratori di sviluppo sostenibile».

Tra le figure protagoniste del progetto anche Patrizia Nardi, responsabile scientifico del Gerace Heritage Lab, che ha evidenziato l’importanza del dialogo tra le convenzioni UNESCO e i programmi del Consiglio d’Europa per costruire nuovi modelli di sviluppo sostenibile destinati ai piccoli centri storici.

Secondo Nardi, uno dei risultati più significativi dell’iniziativa è rappresentato dalla rete di relazioni costruita durante il laboratorio e dalla prospettiva di elaborare un documento condiviso che possa diventare un riferimento metodologico e culturale per future strategie di valorizzazione del patrimonio e per eventuali percorsi di candidatura UNESCO.

L’esperienza del Gerace Heritage Lab lascia così in eredità un patrimonio di idee, competenze e progettualità che punta a consolidare il ruolo di Gerace come punto di riferimento nel dibattito internazionale sui temi del patrimonio culturale. Un percorso che rafforza la vocazione del borgo a essere non soltanto custode di una storia millenaria, ma anche luogo di confronto, innovazione e costruzione di nuove visioni per il futuro delle comunità e dei territori.