Quando l’arte diventa incontro tra passato e nuove generazioni, allora c’è speranza che il futuro delle tradizioni sarà salvaguardato per l’eternità. E’ ciò che è stato vissuto martedì 14 Aprile alla Casa degli Artisti di Sant’Ilario, fondata e gestita da Renato Mollica, Presidente, anche, dell’Associazione “Azulejos International”, dove gli studenti: Maria Panetta, Gaia Marras, Elena Bartone, Gesumino Consolo e Viola Clemente, tutti della classe 4B del Liceo Artistico di Siderno, plesso del Polo Liceale di Locri “Zaleuco – Oliveti – Panetta – Zanotti”, guidato dalla Dirigente Carmela Rita Serafino, accompagnati dai docenti: prof.ssa Giovanna Panetta, prof. Attilio Papandrea, prof. Pietro Cilione e Giuseppe Barreca, hanno inaugurato la loro opera, intitolata “Demetra”, alla presenza di diverse autorità militari e civili, come la Dirigente Serafino, Renato Mollica, il sindaco di Sant’Ilario Pasquale Brizzi e l’Assessore alla Pubblica Istruzione della Regione Calabria, dott.ssa Eulalia Micheli, che ha elogiato il lavoro degli studenti, perché rappresenta la rinascita e la prosperità, insite nel nostro territorio, grazie anche alla Casa degli Artisti che lo impreziosisce di cultura e arte con tutte le iniziative messe in atto.

L’opera è nata nell’ambito di un progetto di alternanza scuola – lavoro, promosso dall’Associazione “Azulejos International” e dalla Casa degli Artisti. Così le parole di Mollica: “Un pannello in terracotta di 70x100, molto suggestivo, raffigurante la dea Demetra, creata dagli alunni, insieme ai docenti, del Liceo Artistico di Siderno. I ragazzi studiavano la mattina e nel pomeriggio dedicavano ulteriori ore alla realizzazione dell’opera. Un impegno che è stato riconosciuto e formalizzato come attività di alternanza scuola – lavoro”. La collocazione del pannello non è stata casuale, perché si trova vicino al primo murales, intitolato “Persefone”, realizzato all’apertura della Casa degli Artisti. Il mito di Demetra, insieme a quello di Persefone, continuano a parlare al presente, perché il loro non è soltanto un mito antico: è una forma data alla perdita, all’attesa, al ritorno. Nella mitologia greca, lo loro storia tiene insieme separazione, trasformazione e ciclicità, fino a diventare una delle immagini più potenti del ritmo stesso della vita. E’ questo che rende il mito ancora attuale. Non racconta solo di dei e inferi, ma il modo in cui l’assenza modifica il mondo, il modo in cui l’amore sopravvive ad un frattura, e il fatto che ogni vero ritorno comporti un cambiamento.

La forza del mito sta nella sua stratificazione. E’ un racconto di madre e figlia, ma anche di fertilità e discesa, di luce e ombra, di assenza e di ritorno. Demetra rappresenta la continuità della vita, mentre Persefone incarna la trasformazione e la conoscenza che nasce dall’attraversamento di una soglia. Per questo il mito è diventato anche una delle grandi immagini simboliche delle stagioni. La natura non procede in linea retta: arretra, si ferma e torna. In Demetra e Persefone questa verità prende una forma emotiva riconoscibile: l’inverno diventa separazione, la primavera diventa ritorno carico di memoria. L’opera degli studenti darà lustro al nostro territorio, rafforzando il legame tra scuola, ambiente e identità culturale e mettendo in risalto il talento della creatività, prerogativa ancestrale, che tutti ci invidiano, perché l’espressività artistica è quella che maggiormente fa sopravvivere la cultura di un popolo nel tempo. Avere un luogo dove poter dare spazio a ciò, come la casa degli Artisti, è un dono prezioso, che va valorizzato e sostenuto. A conclusione della giornata è stata presentata una piccola copia della “Demetra”, in argento 925, realizzata dall’artista orafa Wanda Simone de “La Bottega degli orafi” di Reggio Calabria. “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è” (Paul Klee)