VIDEO | La conferma del ministro della Cultura, nella città calabrese dello Stretto in occasione della recente inaugurazione della Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella. Del maestro rinascimentale, la pinacoteca civica di Reggio custodisce ed espone le due tavolette "San Girolamo pentente nel deserto" e "Visita dei tre Angeli ad Abramo"
Tutti gli articoli di Cultura
PHOTO
Un piccolo dipinto dalla straordinaria intensità. L' Ecce homo di Antonello da Messina, recentemente acquisito dallo Stato italiano, destinato al Museo Nazionale d'Abruzzo dell'Aquila e presentato in anteprima mondiale al Senato nei mesi scorsi, sarà esposto anche a Reggio, città la cui pinacoteca si pregia già di ospitare il San Girolamo penitente e la Visita dei tre angeli ad Abramo del grande maestro del Rinascimento . Lo ha confermato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nelle scorse settimane a Reggio Calabria.
«Confermo con molta gioia che l'Ecce Homo di Antonello da Messina farà tappa a Reggio Calabria. È ovvio perché l'opera rappresenta un veicolo di diplomazia culturale che porta con sé un blasone grandioso che non avrebbe potuto non attraversare lo Stretto. Sarà un altro tassello di questo luminoso ponte culturale tra Reggio e Messina », ha sottolineato il ministro.
Nell'occasione della recente inaugurazione in piazza De Nava della Fontana Ferma dell'artista contemporaneo vivente, Piero Pizzi Cannella , a Reggio ea Messina , il ministro Giuli si è soffermato sull'importanza delle connessioni alimentari culturali, in questo caso artistico, tra le due sponde nel contesto sempre più ampio che abbraccia tutto il Mediterraneo.
«Lavoriamo per quel dialogo costante che c'è sempre stato culturalmente tra le due rive dello Stretto che, anche oltre Scilla e Cariddi, sono rappresentate da due città sorelle come vogliamo che siano le città del Mediterraneo . Cosa c'è di più bello di un'opera d'arte per affratellare i popoli », ha rimarcato il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Il maestro rinascimentale di fama internazionale
Antonello Da Messina (Messina, 1430 – Messina, febbraio 1479) fa già parte del patrimonio della nostra città e questa tappa rinsalderà questo legame artistico.
La pinacoteca civica custodisce ed espone le due prestigiose tavolette a tempera mista del XV secolo, "San Girolamo pentente nel deserto" (inventario 2080C, dimensioni cm 39,9x30) e "Visita dei tre Angeli ad Abramo" (inventario 2084C, dimensioni cm 21,4x29,3), restaurato nel 2022 ed esposto a Napoli nella Galleria d'Italia, nell'ambito della mostra collettiva “Restituzioni”. Le stesse erano già state tra le duecento opere rappresentative del Rinascimento al Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi a Matera, capitale della Cultura 2019, nell'ambito della collettiva “ Il Rinascimento visto da Sud. Matera, l'Italia meridionale e il Mediterraneo tra '400 e '500”.
Nell'ambito degli interventi finanziati con il Pnrr, in programma per l'abbattimento delle barriere cognitive e visive per consentire la fruizione delle opere d'arte da parte di persone con disabilità visive e cognitive , riducendo gli stimoli visivi caotici e favorendo la concentrazione, anche la tenda oscurante proprio per le due tavolette di Antonello da Messina esposte nella Pinacoteca reggina. Si tratta di una delle azioni finalizzare a garantire maggiore fruibilità e accessibilità al presidio culturale, in linea con quanto previsto nel Peba (Piano per l'abbattimento delle barriere architettoniche).
Accanto ad un leone, San Girolamo di bianco vestito, in un paesaggio desertico e roccioso, con vegetazione spoglia, in ginocchio di fronte alla Croce, ai piedi della quale giacciono un cappello cardinalizio ed un mantello rosso; più in là, libri adagiati su una pietra. Tre angeli in piedi, dietro di loro un tavolo circolare ed una lumaca. Soggetti sacri, fermati sulla tavola da Antonello da Messina nel XV secolo, uno dei massimi esponenti dell'arte del Quattrocento contaminata dalla pittura fiamminga , le cui o pere sono esposti in tutto il mondo da New York, Washington e Baltimora fino a Berlino, Vienna e Londra, da Milano, Firenze, Genova e Roma fino a Palermo, Siracusa, Messina e Reggio Calabria.
Antonello da Messina a Reggio
Capace di contaminare gli artisti a lui contemporanei e di nutrire di stimoli sempre nuove le dimensioni artistiche da lui esplorate, Antonello da Messina lega la propria storia artistica a Reggio Calabria anche per la prima commissione in autonomia, ad oggi documentata, giunta nel 1457 dalla confraternita di San Michele dei Gerbini di Reggio appunto; gli fu richiesto il gonfalone, realizzato sulla scia di quello eseguito per la confraternita messinese di San Michele a Messina (entrambi andati perduti) .
Questo è con ogni probabilità il periodo in cui Antonello operò anche in Calabria e dove si collocano le due tavolette di Reggio con “Abramo servito dagli angeli” e “San Girolamo penitente”, esposte oggi nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria unitamente al “Ritorno del figliuol prodigo” di Mattia Preti, opera ancch'essa recentemente restaurata , ed alla “Battaglia del Volturno” di Andrea Cefaly.
Dalla Calabria alla Sicilia, con il suo ritorno in patria dove realizzò il dipinto in tempera grassa “Polittico di San Gregorio” conservato unitamente alla “Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione” presso il Museo regionale di Messina, che ospita anche le tele “Cristo deposto” e “Madonna della Lettera” di Mattia Preti e le tele di Caravaggio “Adorazione dei pastori” e “Resurrezione di Lazzaro” .
In Sicilia realizzò anche nel 1476 l'“Annunciata di Palermo”, raffigurante Maria assorta nella lettura, con lo sguardo fermo e la mano sospesa. Un capolavoro oggi esposto presso palazzo Abatellis, sede della Galleria Regionale della Sicilia di Palermo , città che naturalmente sarà anche una delle tappe del viaggio dell'Ecce Homo tra i luoghi antonelliani.




