Tutto esaurito al Teatro al Castello per l’unica tappa calabrese del tour del maestro. Festeggiati tra gli applausi i suoi 80 anni e il mezzo secolo di “Margherita”
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I sessantenni con gli occhi lucidi a ricordare i loro primi amori. I quarantenni a tenere in braccio i loro figli. I ventenni ad illuminare l’intera arena con i loro smartphone. Un repertorio che ha fatto cantare tre generazioni quello di Riccardo Cocciante per uno degli appuntamenti più attesi del Roccella Summer Festival, la rassegna musicale organizzata da Ticket Service Calabria in collaborazione con l’amministrazione comunale. Una serata da tutto esaurito, segnata dall'affetto di migliaia di spettatori arrivati da tutta la regione per rendere omaggio a una delle figure più rappresentative della musica italiana.
L'evento si è trasformato fin dalle prime battute in una grande festa collettiva. Cocciante ha scelto di condividere con il pubblico calabrese due tappe fondamentali della propria carriera e della propria vita: le ottanta candeline spente di recente e il cinquantesimo anniversario dalla pubblicazione di “Margherita”, il brano lanciato nel 1976 che ne ha consacrato il successo su scala internazionale.
Accompagnato dalla sua band e in elegantissimo outfit total white, l'artista ha ripercorso la sua storia personale e musicale alternando i momenti più intimi al pianoforte alle esplosioni vocali che da sempre lo contraddistinguono. In scaletta si sono succeduti i grandi classici, da “Bella senz'anima” a “Poesia”, fino a “Era già tutto previsto” e ai passaggi più amati tratti dall'opera pop “Notre Dame de Paris”. Non sono mancati gli omaggi a Rino Gaetano con “A mano a mano”, di cui Cocciante è autore, e a Fabrizio Frizzi, per cui ha scritto la colonna sonora del cartone animato Toy Story.
Quando poco prima di mezzanotte dal pianoforte è partito l’arpeggio di Margherita l'intero teatro si è alzato in piedi: un mare di luci ha illuminato la gradinata mentre il pubblico ha accompagnato a memoria ogni strofa del testo, creando un coro unico con l'artista sul palco. La standing ovation finale è il meritato sigillo a una notte in cui Roccella ha riscoperto la forza della musica che non invecchia mai, perché continua ad appartenere a chi la canta.

