«Ho deciso che a Roberto Vannacci non rispondo, per un semplice motivo. Che non ho tempo da perdere qui stasera a parlare di Roberto Vannacci perché è poca cosa al cospetto di questa piazza straordinaria e alla mia città».

Quando Francesco Cannizzaro dice questa frase sul palco di Piazza Duomo sono passati circa 10 minuti dall’inizio del suo intervento. Parlerà in tutto per circa un’ora intrattenendo la piazza a modo suo. È un po' come sentirgli dire durante un suo comizio «mi avvio alle conclusioni»... Naturalmente del generale, di Giannetta e di Furgiuele, che il giorno prima avevano tentato di “conquistare” Reggio proprio da Piazza Duomo, ne parla, eccome.

Sferza il leader, il candidato e il deputato di Futuro nazionale, accusandoli di aver cercato di copiare lo stile comunicativo di Forza Italia e di aver offeso, a turno, l'orgoglio cittadino. Quello di Cannizzaro è un affondo frontale, che punta a demolire proprio la «strategia» comunicativa degli avversari, accusati di aver cercato una scialba imitazione del modello azzurro. «Hanno cercato anzitutto e prima di tutto di imitarci», dice il sindaco elencando i vari passaggi della giornata reggina dei competitor: «Organizzare il palco con la moquette blu, il pulpito, mettere un bel ledwall e poi fare la passeggiata sul corso, andare da Cesare a mangiare un gelato e poi passare un attimo dai Bronzi di Riace a fare un saluto. Hanno fatto questo... hanno imitato esattamente quello che solitamente noi nelle nostre campagne elettorali abbiamo sempre fatto».

Ma dalla “messinscena” Cannizzaro passa rapidamente alla materia politica: il primo bersaglio è la performance oratoria di Giannetta, reo di aver letto il suo intervento: «Ai comizi non si può leggere il compitino. Ai comizi si parla a braccio, si parla prima ancora che con la testa, si parla con il cuore, si parla con la visione».

Poi si rivolge al deputato lametino Domenico Furgiuele: «Tu, da Lamezia Terme, provincia di Catanzaro, puoi venire a Reggio Calabria e parlare della rivolta di Reggio?», attacca il sindaco, rimproverando ai futuristi anche la presenza, durante la passeggiata sul Corso Garibaldi e sul palco, di sostenitori con i colori giallorossi del Catanzaro calcio.

L'affondo finale è però tutto riservato a Vannacci. Cannizzaro trasforma gli attacchi personali ricevuti dal generale in una sorta di boomerang politico, parlando di un «errore gravissimo» quando «ha offeso il sindaco», sia che si tratti di lui sia che si tratti di Falcomatà o un altro ancora. «Puoi anche venire a dire legittimamente, seppur non condivisibile, che le persone disabili non possono stare nella stessa stanza delle persone normodotate, ma una cosa non la puoi fare a Reggio Calabria: tu l'offesa alla dignità e all'orgoglio di Reggio non la puoi fare». Un passaggio che serve al sindaco, per provare a spostare l'elettorato d'opinione e i delusi dell'ultima ora: «Se c'era qualche sciacallo che aveva deciso di votarti, anche per andare contro il sindaco, quel voto per dignità, per orgoglio, per senso di appartenenza, oggi quel voto è nostro. Quindi lo hai perso».

Una replica muscolare, a tratti infuocata, quella di Cannizzaro che rivendica anche l'ultima goccia di sudore: «Il vostro sindaco gesticola, grida, sbraita e addirittura suda. Certo che sudo. Sudo perché io quando parlo della Calabria, perché quando parlo della mia Reggio ho il fuoco dentro».

È insomma un Cannizzaro senza filtri quello che si dà alla piazza, soprattutto quando trasforma le metafore utilizzate dal generale in un insulto alla cittadinanza: «Dice di me, perché lui fa vedere la carota, perché voi reggini siete asini. Ha detto che i reggini sono asini e stasera mi hanno fatto sentire un passaggio dove ci ha detto che siamo pure cornuti: Cornutu tu e cu non tu dici».

Il comizio è un crescendo di repliche, anche contro l'accusa di aver "svenduto" la città, con la sanità che diventa il terreno della resa dei conti con il candidato del centrosinistra: «Dire a Cannizzaro che ha svenduto Reggio, non te lo faccio dire. Se c'è una persona che ha svenduto Reggio, quello è il tuo segretario regionale Nicola Irto, servi del Pd nazionale. Tu, Frank Benedetto, sei un servo di Mario Oliverio... quando governavi hai portato tutti i primari da Firenze, da Lecco, da Roma, per poi lasciarci l'ospedale senza primari. Se c'è un partito che non può parlare di sanità, quello è il partito di Falcomatà, di Irto e di tutta questa corazzata».

Un attacco che si sposta infine sulle gaffe social dell'avversario: «Ti sei fatto iscrivere nei canali social... all'improvviso sei diventato l'uomo più social, peggio di Trump. E ti fanno fare pure delle figuracce. In un video dici che vai a "Bova Superiore e a Palizzi Superiore"... Frank, sveglia! Esiste Bova ed esiste Palizzi. Non esiste Bova o Palizzi Superiore».

Il sostegno a Fabio Roscioli

Per blindare la figura di Fabio Roscioli, accusato dagli avversari di essere un "forestiero" calato dall'alto, il sindaco tralascia la retorica che pure per l’occasione sarebbe potuta servire: «Fabio Roscioli probabilmente, ve lo dico in maniera molto chiara e schietta, lo vedrete poco, forse addirittura non lo vedrete mai più. Lo vedrete stasera, ma ha una missione da svolgere: da martedì dovrà andare a Roma a lavorare per Reggio, a sbloccare, ad aiutare il sindaco Cannizzaro a risolvere tutti i problemi».

Gli annunci

Cannizzaro condisce la sua ora di comizio con annunci mirati, anche riferiti a quanto detto sul palco dal generale Vannacci. In tal senso parla di deleghe alla Metrocity, annunciando il superamento dello stallo nei rapporti con la Cittadella guidata da Roberto Occhiuto: «È ufficiale. Dalla prossima settimana firmeremo le procedure concrete per il passaggio delle prime deleghe dalla Regione Calabria alla Città Metropolitana».

Poi, stila anche una sorta di cronoprogramma amministrativo che prevede il recupero delle risorse finanziarie per riprendere i lavori del Campo Coni, l'apertura del Ponte sul Calopinace fissata per il 9 ottobre e l'avvio dell’iter per il completamento della strada che conduce a Santa Venere, con apertura entro la fine dell’anno. Per l'aeroporto "Tito Minniti", poi, la conferma dei due velivoli in night stop, mentre il restyling del Porto crocieristico sarà finanziato con un investimento di 100 milioni di euro e l'arrivo delle prime navi previsto per il 2027.