L’indagine condotta dalla Commissione europea e dalle autorità nazionali sulle irregolarità nella comunicazione degli sconti online, in particolare durante campagne come Black Friday e Cyber Monday, riporta al centro il tema della trasparenza del mercato e dello squilibrio competitivo tra grandi piattaforme digitali e commercio di prossimità.

Un quadro che Confesercenti Reggio Calabria considera da tempo una criticità strutturale e che, secondo l’associazione, conferma le preoccupazioni già espresse a livello nazionale dal presidente Nico Gronchi.

«Quello che emerge da questa indagine rende ancora più evidente un problema che non può essere affrontato in modo superficiale», afferma Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria. «Quando gli sconti vengono costruiti su riferimenti poco trasparenti, quando i costi compaiono solo nelle fasi finali dell’acquisto o si utilizzano meccanismi che condizionano impropriamente il consumatore, non si crea soltanto un problema di correttezza. Si altera il mercato».

Per Confesercenti il punto non è mettere in discussione l’e-commerce, ma garantire condizioni eque. «La questione non è essere contro il digitale», prosegue Aloisio, «ma evitare che l’innovazione diventi il terreno su cui si consolidano squilibri sempre più marcati. Oggi il commercio di prossimità continua a sostenere costi, obblighi e livelli di pressione fiscale molto pesanti, mentre le grandi piattaforme operano dentro un quadro che resta profondamente sbilanciato».

I dati richiamati dall’associazione a livello nazionale fotografano una sproporzione evidente: la Digital Service Tax ha prodotto circa 455 milioni di euro di gettito, mentre le imprese del commercio di vicinato versano ogni anno circa 4,4 miliardi di euro solo di imposte locali, tra Tari, Imu e altri tributi. Parallelamente, i principali operatori online concentrano circa il 70% di un mercato stimato in 40 miliardi di euro.

«A Reggio Calabria questo squilibrio ha un peso specifico», sottolinea Aloisio. «Il commercio di vicinato rappresenta una quota rilevante del tessuto economico cittadino ed è parte integrante della vita dei quartieri. In un contesto in cui la pressione sulla spesa delle famiglie è già elevata e la concorrenza dei grandi canali si fa sempre più forte, qualsiasi disparità nelle condizioni di concorrenza si traduce in chiusure, perdita di lavoro e desertificazione commerciale e sociale».

Secondo Confesercenti, la linea indicata da Gronchi tiene insieme la tutela dei consumatori, la concorrenza leale e la necessità di un riequilibrio fiscale. «È chiaro che un tema di questa portata richiede risposte nazionali ed europee sul piano fiscale, regolatorio e dei controlli», conclude Aloisio. «Ma questo non significa che a livello locale non si debba intervenire. Per questo porteremo la questione all’interno del tavolo permanente con il Comune di Reggio Calabria, istituito nell’ambito del Patto per il Commercio».

Un passaggio che punta anche a sollecitare un’accelerazione sull’istituzione dei Distretti Urbani del Commercio, già previsti dal Patto. Strumenti che, pur non risolvendo lo squilibrio con le grandi piattaforme, possono contribuire ad affrontare criticità specifiche e rafforzare il tessuto commerciale locale.