Il riconoscimento del Ministero dell’Agricoltura valorizza una varietà autoctona calabrese a rischio di erosione genetica e apre nuove opportunità per ricerca, agricoltura e territorio
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Il Grano Secrìa compie un nuovo e significativo passo nel percorso di tutela e valorizzazione della biodiversità agricola calabrese con l’iscrizione nell’Anagrafe Nazionale della Biodiversità di Interesse Agricolo e Alimentare del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
L’importante riconoscimento è stato sancito con il Decreto del Direttore Generale dello Sviluppo Rurale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste n. 242537 del 21 maggio 2026, che ha disposto l’iscrizione del Grano Secrìa (Triticum aestivum) nell’Anagrafe nazionale quale risorsa genetica vegetale locale a rischio di erosione genetica. Il provvedimento rappresenta il naturale sviluppo del percorso avviato con la registrazione della varietà nel Registro regionale della biodiversità della Calabria, rafforzandone il valore storico, agronomico e identitario.
L’annuncio ufficiale è stato dato ieri dalla Direttrice Generale di ARSAC, dott.ssa Michela Fulvia Caligiuri, nel corso del convegno «La Rinascita del Grano Secrìa», svoltosi a Pellegrina di Bagnara, alla presenza di istituzioni, tecnici, studiosi e cittadini impegnati nella salvaguardia delle risorse genetiche locali.
L’Associazione Cittadinanza Attiva Pellegrina esprime grande soddisfazione per un risultato che rappresenta un’importante opportunità di rilancio per il territorio bagnarese e per l’intera Calabria. Il riconoscimento nazionale rafforza infatti il percorso di recupero di una varietà autoctona che può contribuire alla tutela della biodiversità, alla valorizzazione delle produzioni agricole di qualità e alla promozione di modelli di sviluppo sostenibile.
L’iscrizione nell’Anagrafe nazionale apre nuove prospettive per la diffusione della coltivazione del Grano Secrìa, favorendo iniziative di ricerca, conservazione e sviluppo di filiere legate alle produzioni tradizionali. Si tratta di un passaggio che può incentivare gli agricoltori a investire su una coltura identitaria, capace di coniugare qualità, sostenibilità e forte legame con il territorio.
Per l’Associazione, questo importante traguardo rappresenta anche un segnale di fiducia per le aree interne della Calabria: la riscoperta e la valorizzazione delle antiche varietà locali possono diventare un motore di sviluppo economico, innovazione agricola e promozione del patrimonio culturale regionale.
La tutela del Grano Secrìa si conferma così una sfida strategica per il futuro, nella consapevolezza che investire nella biodiversità significa preservare le radici del territorio e creare nuove opportunità di crescita per Pellegrina, per l’area bagnarese e per l’intera Calabria.

