di Emilio Errigo *

A Reggio Calabria, la bella e cara terra mia, per coloro che lo hanno dimenticato perché attratti da altre ben remunerate faccende economiche domestiche, prima del crescente degrado e incuria ambientale, esisteva una ben organizzata e funzionante realtà industriale che assicurava occupazione a oltre 3 mila lavoratori a tempo indeterminato e almeno 500 addetti alle operazioni di manutenzione dei macchinari, impianti tecnologici e logistica di supporto.
Prima del boom economico della Zona Industriale di San Gregorio-Mortara, post moti popolari degli anni '70, per chi non avendo il dono del ricordo e non ha memoria storica, lo avesse dimenticato o non era ancora nato, i Giovani Reggini di allora, hanno messo a ferro e fuoco Reggio Calabria, centro e periferia, ridenominate dagli insorti manifestanti le Repubbliche di Santa Caterina e di Sbarre, più noti come "Boia chi Molla", tanto che si rese necessario che il Governo pro tempore, decretasse l'intervento urgente dell'Esercito Italiano con tanto di carri armati e migliaia di militari e forze di polizia dei Reparti Celere specializzati in assetto antisommossa (c.d. Celerini), per tentare di arginare con non grandi risultati sociali, il diffuso malcontento popolare e lo stato di insoddisfazione generalizzato tra gli abitanti di Reggio Calabria e Provincia.
Quel periodo storico che speriamo non ritorni mai più in Calabria, fu raccontato con dovizia di particolari e immagini inedite nello straordinario reportage-diario della rivolta del 1970, in una cronistoria degli avvenimenti, a cura di tre coraggiosi e indimenticabili giornalisti di cronaca nera e bianca, Luigi Malafarina, Franco Bruno e il grande irriducibile Santo Strati, nel noto libro dal titolo "Buio a Reggio", ristampato da Media & Books nel 2020 Edizione Cinquantenario. Un vero monumento letterario della storia post bellica di Reggio Calabria, composto da ben 911 pagine. Quanti morti e feriti hanno pianto i Reggini e non solo loro.


Ho volutamente ricordare gli anni più tristi e pericolosi della mia gioventù, perché sono stato tra quei tantissimi ragazzi di 11,12 e 13 anni, che frequentano nel 1970, la Scuola Media Salvatore Bevacqua di Sbarre a Reggio Calabria, che rischiarono più volte di essere colpiti dalle bombe incendiarie chiamate "molotov" lanciate dai manifestanti per tentare di fermare le cariche delle forze di polizia e l'avanzata dei militari con i carri armati.
Oggi come se nulla di quanto fosse accaduto, di ciò che è stato narrato in questo corposo libro della nostra storia amara di Reggio Capoluogo della Regione Calabria, per non dimenticare ripubblicato nel 2020 a cura di Santo Strati, San Gregorio, Mortara e San Leo, sono le aree ex industriali finanziate dal pacchetto Governo Colombo e Decreto Reggio, in parte costruite, dimenticate, incompiute, incurate, degradate, abbandonate ed espropriate di ogni bene economico esistente, con tanto di infrastrutture logistiche e capannoni industriali in brutta mostra.
Andate a rendervi conto di persona delle strade compromesse, non piu curate e manutenzionate.


Le Antiche Fabbriche di San Gregorio, dell'Arenella e delle essenze e derivati profumari del Bergamotto, un tempo reso funzionante dai Soci e Mastri Spugnari del Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria, entrambi oramai chiuse e manufatti cadenti, infestate da erbacce, arbusti rampicanti e cespugli di rovi .
Che gran peccato contro Dio Padre, aver chiuso tutte quelle realtà industriali a San Gregorio. Andate a vedere con i vostri occhi, osservate le due nuove Stazioni Ferroviarie di San Gregorio e Aeroporto , oramai Piazze e Vie della Monnezza, dove ogni giorno decine e decine di mezzi piccoli e grandi della ditta appaltatrice , si danno appuntamento e dove travasano i rifiuti solidi urbani raccolti nelle aree periferiche sud di Reggio Calabria, in barba all'igiene e sicurezza dei viaggiatori paganti un servizio di trasporto con arrivo in una Stazione Ferroviaria incustodita e maleodorante di San Gregorio. Una vera Vergogna!


Una visita alla nuovissima Stazione Ferroviaria Aeroporto, e l'annesso latistante scarico a cielo aperto delle acque fognarie del Depuratore di Ravagnese e adiacente l'Approdo Mezzi Navali Veloci, si rende necessaria, al solo fine di scattare delle foto che evidenziano lo stato di abbandono e degrado dell'Opera Marittima realizzata con denaro pubblico al fine di velocizzare il trasferimento dalla Calabria, da e per la Sicilia dei passeggeri, in arrivo e partenza dall'adiacente Aeroporto dello Stretto, M.O.V.M. Tito Minniti di Reggio Calabria.
La pianificazione urbanistica e programmazione della mobilità non parrebbe che per le due opere marittime e terrestri di interconnessione viaria multimodale sia stata un elemento importante per gli amministratori, i progettisti e finanziatori delle opere pubbliche.

Il Grande Depuratore Polivalente delle acque reflue urbane di Ravagnese di Reggio Calabria, realizzato in un sito quanto mai allo stato improprio, a pochissime decine di metri dalla costruzione della nuova e più moderna Aerostazione dell'Aeroporto dello Stretto, (sic!) sia emblematico della poca attenzione riservata agli studenti del comprensorio scolastico e nucleo abitativo circostante.
Giunge notizia da verificare che recentemente l'impianto di depurazione, sia stato attenzionato dalla Polizia Giudiziaria su delega dell'Autorità Giudiziaria competente, per non meglio precisate problematiche ambientali maleodoranti e altre irregolarità tecnico-amministrative in danno del mare di San Gregorio e abitanti di Ravagnese e dintorni.
Forse occorrerebbe dico forse, per non urtare la poca evidente sensibilità dei decisori politici, far realizzare delle coperture ermetiche dell'impianto di trattamento e depurazione delle acque reflue con tanto di condizionatori d'aria igienizzanti, perché è giusto, necessario e urgente a tutela e salvaguardia della salute pubblica dei bambini e degli abitanti tutti di Ravagnese e viaggiatori aeroportuali di Reggio Calabria.


Le Scuole di Ravagnese non sono tutte agibili e non sembra vedere al momento segnali di vita e ascoltare il bel vociare dei ragazzi che un tempo in numeri grandi frequentavano quei plessi scolastici.Che dire altro ai cari candidati a Sindaco Metropolitano e Consiglieri del Comune piu grande della Cittá Metropolitana di Reggio Calabria?
Girate e rendetevi conto prima di ciò di cui hanno bisogno i Cittadini, le aree periferiche di San Gregorio, Ravagnese, Mortara, Arangea, Croce Valanidi e San Leo di Reggio Calabria.
C'è molto da lavorare se volete!


Gli abitanti di San Gregorio-Mortara e San Leo, meritano pari rispetto e attenzione dalle pubbliche autorità amministrative e istituzioni, la viabilità deve essere assicurata anche in ragione dei recenti eventi ciclonici che hanno completato l'opera di distruzione delle strade di accesso al mare e aree agricole. Amministrare la cosa pubblica non è un mero esercizio ginnico-sportivo, significa impegno e dedizione, sacrifici, tanta buona volontà e amore per i beni più grande di cui disponiamo noi esseri viventi la salute e l'ambiente. Reggio di Calabria esiste e San Gregorio pure».

*Nato a Reggio di Calabria, Ufficiale Generale di Brigata della Guardia di Finanza in riserva, docente universitario di Diritto Internazionale e del Mare, e di Management delle Attività Portuali, presso l'Università degli Studi della Tuscia, già Commissario Straordinario dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria e Sito di Interesse Nazionale di Crotone-Cassano e Cerchiara di Calabria.