Il GAL Terre Locridee e Officine delle Idee presentano alla Borsa mediterranea del Turismo archeologico il progetto per istituire un riconoscimento dedicato ai territori. La prima esperienza partirà dalla Calabria, mentre nel 2027 è previsto il bando per l’edizione 2029
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Ci sono territori che custodiscono una grande storia. E ci sono territori che, partendo dalla propria storia, decidono di immaginare qualcosa di nuovo, capace di diventare un’opportunità anche per gli altri. La Locride ha scelto questa seconda strada. Ha suscitato grande interesse la presentazione del progetto «Locride 2028 – Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico», sabato 31 ottobre 2026, alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, presso la Sala Archeoincoming, nello spazio espositivo della Regione Calabria.
Un appuntamento importante che ha portato all’attenzione del mondo dell’archeologia e del turismo culturale non soltanto una proposta di valorizzazione territoriale, ma un’iniziativa di respiro nazionale: dare vita al riconoscimento di «Capitale Italiana dell'Archeologia e del Turismo Storico», partendo proprio dalla Locride, che nel 2028 ne rappresenterà la prima esperienza.
È questa la novità più significativa del progetto. Non si tratta semplicemente di candidare un territorio a un titolo già istituito, ma di promuovere la nascita di un nuovo riconoscimento, destinato negli anni successivi a coinvolgere altre città e territori italiani che intendano investire sull'archeologia, sulla storia e sul turismo culturale come strumenti di sviluppo.
La Locride sarà dunque la prima Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico e, al tempo stesso, un laboratorio nazionale nel quale sperimentare un nuovo modello di valorizzazione integrata del patrimonio culturale, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, comunità, musei, parchi archeologici, imprese e operatori turistici.
Secondo il percorso progettuale presentato a Paestum, nel 2027 è prevista l’apertura del primo bando nazionale per la candidatura al riconoscimento di Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico per l’anno 2029, dando così continuità all’iniziativa e trasformando l’esperienza della Locride nel punto di partenza di un progetto destinato a svilupparsi nel tempo.
Alla presentazione hanno partecipato Francesco Macrì, presidente del GAL Terre Locridee, Guido Mignolli, direttore del GAL Terre Locridee, e Antonio Blandi, di Officine delle Idee, insieme a Elena Rita Trunfio, direttrice del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, Mariangela Preta, direttrice del Polo Museale di Soriano Calabro, Franco Crinò, presidente del Consiglio comunale di Casignana, e Rocco Luglio, sindaco di Portigliola.
Una partecipazione significativa che testimonia la volontà di costruire un percorso condiviso tra chi custodisce il patrimonio culturale, chi amministra i territori e chi lavora per creare nuove opportunità di sviluppo. La presentazione ha suscitato attenzione e interesse per l’originalità della proposta e, soprattutto, per la prospettiva di dare vita a un riconoscimento nazionale capace di valorizzare il ruolo dell’archeologia e del turismo storico nelle politiche di sviluppo territoriale.
Al centro dell’incontro è emersa una convinzione: il patrimonio archeologico non può essere considerato soltanto una straordinaria testimonianza del passato, ma deve diventare una risorsa viva, capace di generare conoscenza, partecipazione, attrattività turistica e nuove economie. E la Locride, con la sua storia millenaria e la ricchezza del suo patrimonio, possiede tutte le condizioni per avviare questa esperienza.
Dai numerosi siti archeologici disseminati lungo la costa e nell’entroterra ai musei, ai borghi e ai paesaggi culturali, il territorio custodisce un patrimonio che racconta l’incontro tra civiltà, tradizioni e culture diverse. Un patrimonio che il progetto intende mettere in relazione, superando la frammentazione delle iniziative e costruendo un grande racconto territoriale unitario.
Il valore innovativo di Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico risiede proprio nella sua duplice dimensione. Da una parte, costruire un grande progetto di valorizzazione culturale e turistica per l'intera Locride, coinvolgendo le comunità locali in un percorso condiviso. Dall’altra, dare avvio a un riconoscimento nazionale che, a partire dall'esperienza del 2028, possa diventare un appuntamento annuale per promuovere i territori italiani che investono sulla propria identità storica e archeologica.
La Locride sarà così il territorio pilota, chiamato a sperimentare programmi, strumenti di collaborazione, modelli organizzativi e iniziative che potranno rappresentare un riferimento anche per le future Capitali. Il 2028 non sarà quindi soltanto l’anno di un grande calendario di appuntamenti, ma il momento nel quale costruire un sistema culturale e turistico capace di lasciare un’eredità concreta e duratura.
Itinerari archeologici e storici, percorsi di visita, eventi culturali, attività educative, iniziative di comunicazione, esperienze innovative di fruizione e progetti di promozione nazionale e internazionale potranno concorrere a costruire una nuova immagine della Locride, sempre più riconoscibile nel panorama del turismo culturale mediterraneo.
Il passaggio successivo sarà l’apertura nel 2027 del bando per il riconoscimento relativo al 2029, con l’obiettivo di estendere questa esperienza ad altri territori italiani e dare continuità al percorso avviato dalla Locride. Una prospettiva che conferisce alla proposta un significato che va ben oltre i confini regionali: la Locride non sarà soltanto protagonista di un’iniziativa culturale, ma il luogo dal quale prenderà forma un nuovo progetto nazionale.
Il percorso promosso dal GAL Terre Locridee, insieme a Officine delle Idee, punta ora a consolidare questa partecipazione, coinvolgendo amministrazioni comunali, istituzioni museali, università, associazioni, imprese culturali e operatori turistici nella definizione di una strategia condivisa. La forza dell’iniziativa sta proprio nella capacità di riconoscere il valore di ogni comunità. Non soltanto i grandi siti archeologici e le località più conosciute, ma anche i piccoli borghi, i musei diffusi, i paesaggi, le tradizioni e le testimonianze storiche che compongono l’identità della Locride. L’obiettivo è trasformare tante risorse, oggi spesso raccontate separatamente, in un unico grande sistema culturale e turistico, nel quale ciascun Comune possa riconoscersi e diventare protagonista.
La sfida lanciata a Paestum è dunque più ampia di una singola iniziativa. È quella di dimostrare che anche un territorio composto da numerose comunità, spesso segnato da difficoltà strutturali, può costruire una prospettiva di sviluppo partendo dalle proprie radici, dalla cultura e dalla capacità di lavorare insieme.
Ed è proprio questo il significato più profondo di Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico: fare della storia non soltanto una memoria da custodire, ma una risorsa sulla quale investire per costruire nuove opportunità. Il nuovo riconoscimento di Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico nasce con questa ambizione: creare una rete ideale tra i territori italiani che riconoscono nella cultura una leva strategica per il proprio futuro. La Locride sarà la prima a intraprendere questo cammino, nella consapevolezza che l’esperienza del 2028 potrà aprire nuove prospettive anche per altre realtà del Paese.
Da Paestum arriva così un messaggio importante: la Locride non vuole soltanto raccontare la propria storia al mondo, ma contribuire a scrivere una nuova storia per il turismo archeologico italiano. Una storia che nasce dalla collaborazione, dalla partecipazione e dalla convinzione che il patrimonio culturale possa diventare una straordinaria occasione di crescita condivisa. Perché il valore più grande di un territorio non è soltanto ciò che il passato gli ha consegnato. È ciò che le sue comunità sapranno costruire insieme, partendo proprio da quel passato.
La Locride ha una grande storia da raccontare. E oggi quella storia può diventare l’inizio di un nuovo racconto per tutta l’Italia.

