Lunedì 8 giugno l’Unione Sindacale di Base (USB) ha indetto un sit-in di protesta davanti alla sede del Consiglio Regionale, il Palazzo Campanella, a partire dalle ore 10:30. Al centro della mobilitazione c’è la drammatica situazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS), una categoria che da anni attende una risposta definitiva sul proprio futuro occupazionale.

Questa volta, però, il grido di battaglia riguarda in particolare i 900 lavoratori esclusi, che si sentono abbandonati dalle istituzioni e chiedono a gran voce un contratto di lavoro vero e proprio, capace di garantire continuità reddituale e una prospettiva di vita decisa.

Le rivendicazioni messe nero su bianco dal sindacato sono precise e non ammettono ulteriori rinvii. L’USB chiede un sostegno economico immediato attraverso un percorso normativo e amministrativo che preveda, come primo passo, l’erogazione di una tantum di 2.000 euro per 76 TIS. Ma la partita vera si gioca sul piano legislativo: i manifestanti pretendono la modifica della Legge Regionale 1/2026 (o il varo di una nuova norma) che includa i tirocinanti esclusi in un percorso concreto verso la stabilizzazione.

«Diritti, Dignità, Stabilità: è questo il nostro futuro», si legge nel comunicato. Fino a quando non si arriverà all’assunzione definitiva, la richiesta è chiara: l'erogazione di un sussidio che permetta a queste famiglie di sopravvivere. L’appuntamento di lunedì si preannuncia caldo: «Insieme non ci ferma nessuno», promettono i lavoratori, pronti a presidiare il Consiglio finché non arriveranno impegni certi da parte della politica calabrese.