L’opera diretta da Antonio Ciano racconta la ricerca dell’antica Agorà di Locri Epizefiri e il patrimonio della Locride, unendo finzione e documentario in un viaggio tra memoria, identità e radici
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«L’Agorà perduta», film diretto da Antonio Ciano, prodotto da APS Energie Condivise di Antonio Pezzano, con la produzione esecutiva della Scuola Cinematografica della Calabria, sarà proiettato in anteprima per il cast al Cinema Vittoria di Locri, Sala Rossa, martedì 12 agosto alle 21.30, con il patrocinio della Città di Locri, nell’ambito del progetto «Leggere nella Città di Zaleuco».
Sofia, una giovane archeologa, viene inviata in Calabria, a Locri Epizefiri, con l’obiettivo ambizioso di riportare alla luce l’Agorà dell’antica polis magno-greca e, con essa, soprattutto l’agognata Stele di Zaleuco, su cui nel VII secolo a.C. era stato inciso il primo Codice di Leggi scritte dell’Occidente. Ma l’incontro con un misterioso pastore, la cui storia personale si rivela intrecciata alla tragedia umana di Zaleuco, la costringe ad affrontare traumi e ferite del suo stesso passato. In una Locride travagliata dal dilemma giovanile fra abbandonare e restare, la ricerca diventa viaggio interiore, scavo nell’anima, confronto con le ombre del mito e della memoria.
Tra storia, archeologia e memoria, nel cuore della Magna Grecia, il film intreccia una storia avvincente e misterica tra passato e presente, unendo alla narrazione parti documentali, per un’opera che dà forza e valore all’identità e alla storia della Locride, nella dimensione universale di radici che comprendono la vita delle più grandi civiltà del mondo antico.
Nel cast figurano Yile Yara Vianello nel ruolo della protagonista Sofia, Francesco Migliaccio nei panni del pastore e Giuseppe Sgambellone nel ruolo del figlio del pastore.
Il soggetto è firmato da Cristina Briguglio e Antonio Ciano, la sceneggiatura è di Cristina Briguglio, Giacomo Pezzano, Pietro Reggiani, Fabio Nunziata e Antonio Ciano. La fotografia è curata da Luca Coassin, il montaggio da Fabio Nunziata e le musiche originali sono di Elio Carrà, con la supervisione del maestro Giuliano Taviani. L’organizzazione artistica è di Bernardo Migliaccio Spina e Alberto Biolcati Rinaldi. La scenografia è di Mario Alfonso Altavilla, i costumi di Marcella Mesiti. Le foto di scena sono di Totò Pezzano. Alle ricerche storiche ha contribuito Sergio Mottola. Fondamentale la consulenza archeologica di Giovanni Speranza e Francesca Pizzi, che hanno garantito il rigore scientifico dell’opera, giovani calabresi di grande talento, prematuramente scomparsi nei mesi scorsi.
«L’Agorà perduta» si propone come un’importante operazione culturale e cinematografica tesa a valorizzare la storia millenaria della Locride, restituendo al grande pubblico il fascino di un territorio che continua a rappresentare uno dei luoghi simbolo della civiltà magno-greca. L’anteprima del 12 agosto, alla presenza delle istituzioni e dei giornalisti, sarà anche l’occasione per celebrare il lavoro di una squadra composta da professionisti, artisti e operatori che hanno dato vita a un lavoro corale di forte intensità emotiva e grande spessore culturale.

