Secondo appuntamento della rassegna Un palco per la città tra risate (tante) e musica
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Una serata di musica, sorrisi e partecipazione che ha fatto vibrare il cuore del pubblico. Lo spettacolo “Sanremo siamo noi” ha trasformato ieri il Cineteatro Metropolitano DLF in una vera e propria festa collettiva, riportando in scena l’atmosfera intramontabile del Festival di Sanremo e celebrando canzoni che hanno segnato intere generazioni.
Sul palco si sono avvicendati cantanti e artisti, ciascuno con il proprio stile e la propria energia, ma tutti accomunati dalla capacità di coinvolgere il pubblico. Dai brani più romantici a quelli ritmati e travolgenti, la scaletta ha saputo alternare momenti di emozione intensa a parentesi di allegria pura.
Presentata dall’inossidabile Benvenuto Marra con il suo stile irresistibile fra il comico e il serioso, insieme a un’effervescente e spagnoleggiante Rita Nocera (la valletta Raita Nueces de Rescate ovvero Rita Nocera ru Soccorsu), a un istrionico Antonio Calabrò (dotato di giacche abbaglianti e sbrilluccicanti), e al maestro d’orchestra Antonio Simone (intento a dirigere da remoto una fantomatica orchestra rimasta bloccata in fila a San Fili dietro un camion che aveva perso un carico di filetti), con ospiti come la straordinaria Kristel Marcianò, che ha presentato il suo inedito Zucchero filato, la serata è stata impreziosita dalle performance di Paola Esposito (vincitrice della scorsa edizione), Luciana Ruggeri, Antonino Marra, Irene Costantino, Emilia Jovane, Mimmo Vazzana e Ludovica Delfino.
Il pubblico, numeroso e partecipe, non si è limitato ad ascoltare: ha cantato, battuto le mani a tempo e accompagnato gli artisti con cori spontanei, creando un clima di autentica condivisione. In platea si respirava entusiasmo, con spettatori di tutte le età uniti dalla passione per la musica.
Otto i cantanti in gara: Maurizia Labate (classificatasi al primo posto con il brano Voilà), Pako (secondo posto con il Triangolo), Damiano Sofo (terzo posto con Una lunga storia d’amore) e ancora Grazia Gindoriggio con Fin che la barca va, Carmen Spirato con Quando l’amore diventa poesia, Nino Ferrara con La mia via, Orlando Cassisi con L’italiano, Rosanna Palumbo con La voglia, la pazzia.
“Sanremo siamo noi” non è stato soltanto un concerto, ma un viaggio musicale capace di evocare ricordi, raccontare storie e, soprattutto, far sentire ciascuno parte di qualcosa di speciale. Una serata che ha dimostrato ancora una volta come la musica, quando è condivisa, diventi un linguaggio universale capace di unire e far sorridere. Applausi scroscianti hanno suggellato il successo di uno spettacolo che ha saputo portare sul palco non solo le canzoni, ma lo spirito stesso di Sanremo che appartiene a tutti noi.
La serata è stata il secondo appuntamento della rassegna “Un palco per la città”, edizione dedicata a Bruno Stancati, promossa dal Dopolavoro Ferroviario di Reggio Calabria e presieduta da Nino Malara, con direttore artistico Antonio Calabrò.
Una rassegna che prevede la realizzazione di numerose iniziative di pregio che arricchiranno la città di momenti culturali, di riflessione, alternati ad altri più spensierati e gioiosi, frutto di un grande lavoro di gruppo con al centro l’associazione culturale L’Amaca e con la collaborazione della Sartoria Bruzzese e con media partner come Radio Touring 104 e il quotidiano Cult (Cultandsocial.it).
Con un cartellone variegato, capace di parlare a sensibilità diverse e con l’obiettivo di mettere la cultura al centro della vita cittadina, la rassegna “Un palco per la città” si sta affermando come uno degli appuntamenti più significativi della stagione, offrendo un’alternanza armoniosa tra spettacoli di riflessione e proposte più leggere e spensierate.
Sul palco si susseguiranno rappresentazioni teatrali intense, monologhi dedicati ai temi dell’attualità e della memoria, incontri culturali che inviteranno il pubblico a fermarsi e pensare. Accanto a questi momenti di approfondimento, troveranno spazio concerti, performance brillanti e spettacoli di intrattenimento che regaleranno sorrisi e leggerezza.
È proprio questo equilibrio a rendere speciale la rassegna ideata da Antonio Calabrò: la capacità di unire profondità e divertimento, introspezione e convivialità. Ogni serata sarà un’occasione di confronto e partecipazione, con un pubblico non più semplice spettatore, ma parte attiva di un dialogo collettivo. Con “Un palco per la città”, la scena non è soltanto illuminata dai riflettori: è la città stessa a risplendere, riscoprendosi protagonista del proprio percorso di crescita culturale e umana.

