Si è tenuto negli spazi della Biblioteca “G. Incorpora” di Palazzo Nieddu del Rio, a Locri, l’evento conclusivo del progetto “Tocca a me”, un percorso di inclusione, formazione e avviamento al lavoro per giovani fragili, dai 14 ai 40 anni, portatori di disabilità complesse.

Promosso dall’associazione temporanea di scopo composta dalla Eurocoop “Jungi Mundu” e dall’associazione “Il Filo di Arianna”, il progetto è nato dalla co-progettazione con gli Ambiti Territoriali e Sociali di Caulonia e Locri e ha visto la partecipazione di istituzioni, esperti, educatori e realtà del terzo settore. L’evento ha rappresentato il culmine di mesi di lavoro condiviso, raccontato attraverso storie di crescita personale e professionale.

«Grazie a questo progetto abbiamo avuto la possibilità di fare delle attività nei nostri laboratori di ceramica e di arte creativa, con la guida del maestro Hamza Alokla, proveniente dalla Siria. Un’occasione di crescita professionale molto significativa per i nostri beneficiari, per il loro futuro, per pensare a una vita qui con più fiducia, con un mestiere in mano» ha dichiarato Rosario Zurzolo, presidente della Eurocoop Jungi Mundu.

«Abbiamo curato l’organizzazione e la realizzazione di attività multiple, disseminate sul territorio per essere più prossimi ai ragazzi con diverse disabilità che sono stati inseriti, predisponendo per loro sia attività laboratoriali di preavviamento lavorativo, sia stage formativi, sia attività sportive. Fondamentali sono stati anche gli incontri AMA in cui abbiamo coinvolto i genitori» ha spiegato Valentina Tassone, presidente de Il Filo di Arianna.

A evidenziare le ricadute sociali e terapeutiche del progetto, la neuropsichiatra infantile Caterina Coluccio e lo psicologo e logopedista Domenico Napoli.

«I due Ambiti si sono uniti insieme al terzo settore per mandare avanti questo progetto. Questa è una tappa molto importante per il nostro territorio, significa che il sociale diviene condivisione, scambio e crescita. È fondamentale la presenza di servizi stabili nel territorio di diversa tipologia per la creazione di una cultura del sociale come servizio dinamico e non di semplice assistenza economica, per promuovere una maggiore consapevolezza. Già De Gasperi nel 1949 diceva “Decisivo è andare avanti e andare avanti vuol dire andare verso la giustizia sociale”. La frase è tuttora attuale» ha detto Coluccio.

«Sono stati messi in piedi quattro laboratori, due su Camini e due su Locri, ed è stato molto importante il percorso che ha visto in primo piano la socializzazione dei ragazzi. Abbiamo puntato sulla relazione e non ci siamo preoccupati più che altro del risultato finale che comunque è stato anche grandioso, quanto di tutto il percorso e delle emozioni dei ragazzi» ha aggiunto Napoli.

Presenti all’incontro anche Francesco Cagliuso, sindaco di Caulonia, e Domenica Bumbaca, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Locri, in rappresentanza degli Ambiti territoriali e sociali di Caulonia e Locri, insieme a Sonia Bruzzese, responsabile dell’ATS di Caulonia. Tutti hanno sottolineato l’importanza dei progetti rivolti ai più fragili e il valore del lavoro sinergico tra istituzioni e terzo settore.

Tra i partner progettuali anche l’associazione “I girasoli della Locride”, rappresentata dalla presidente Irma Circosta, che ha raccontato il coinvolgimento diretto dei beneficiari nelle attività sportive, e Lucia Candida, presidente della Società Agricola Candida, dove i ragazzi hanno svolto lo stage di avviamento lavorativo.