Non è una passerella come le altre. Non lo è mai stata. E anche questa quarta edizione di «Una Passerella per Grace – L’Amore che dà la vita», ospitata nella sala  “Federica Monteleone” del Consiglio regionale della Calabria, lo ha confermato, trasformando la serata in qualcosa di più di un evento: un racconto collettivo di vita, coraggio e rinascita.

Sul palco non sono salite modelle. Sono salite storie. Storie di donne che convivono con la malattia, che ne portano i segni sul corpo e nella memoria, ma che scelgono di esserci, di mostrarsi, di non arretrare. Donne che ogni giorno affrontano cambiamenti, paure, fragilità, e che proprio in quella passerella hanno restituito un’immagine diversa: non la malattia, ma la vita che resiste.

A dare senso all’iniziativa è la presidente dell’associazione Grace, Lidia Papisca: «Questa passerella non racconta la moda, ma la vita. Queste donne devono sapere che non sono la malattia, ma stanno vivendo un percorso verso la guarigione. E devono sentirsi accompagnate, sapere che non sono sole».

Un messaggio che attraversa tutta la serata, costruita non come momento isolato ma come parte di un percorso continuo. Un progetto sostenuto da una rete ampia di istituzioni e realtà del territorio: dal Consiglio regionale della Calabria, che ha ospitato l’iniziativa, al Comune e alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, passando per il Comitato Pari Opportunità, la Camera di Commercio, l’Asp, il Gom, fino a organizzazioni nazionali come FAVO ed Europa Donna Italia.

Un sostegno che si è tradotto anche nella presenza istituzionale nel corso della serata, con gli interventi del presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo e dell’europarlamentare Giusi Princi, a conferma del valore sociale dell’iniziativa.

Accanto alle istituzioni, anche il mondo dell’informazione ha avuto un ruolo centrale. Il network LaC, media partner dell’evento, ha accompagnato e sostenuto il progetto, contribuendo a portarne il messaggio oltre il territorio. Il presidente Domenico Maduli ha sottolineato il senso di questo impegno: «Siamo orgogliosi di essere qui per il secondo anno consecutivo. Non si tratta di tappe momentanee, ma di percorsi veri. Questa iniziativa è diventata un punto di riferimento nel sociale».

E ha aggiunto: «L’obiettivo è dare a questo progetto una visibilità sempre più ampia, anche a livello nazionale, perché il valore che esprime va oltre».

Un impegno riconosciuto anche ufficialmente nel corso della serata, quando l’associazione Grace ha conferito un premio proprio a Maduli, per «l’impegno, la sensibilità e il contributo nella diffusione e valorizzazione del progetto attraverso l’informazione e la comunicazione», sostenendo il territorio in ambito regionale e nazionale.

Tra i momenti più significativi anche la consegna delle targhe ad altre realtà che hanno accompagnato il percorso di Grace nel tempo: il Centro sportivo Andrea Maria, per la disponibilità e il supporto alle attività, e il direttore sanitario del Gom, Salvatore Costarella, per il contributo umano e professionale nel percorso di cura delle donne.

Sul piano sanitario, lo stesso Costarella ha richiamato il significato profondo di questa esperienza: «La malattia rompe improvvisamente la vita delle persone, mette in discussione certezze e futuro. Ma oggi può essere affrontata. Le donne che abbiamo visto sono una testimonianza concreta».

A dare forma e ritmo alla serata è stata la direzione artistica di Natalia Spanò, premiata con il riconoscimento di socio onorario, segno di un legame costruito nel tempo con l’associazione.

Il racconto si è sviluppato tra sfilate, musica e testimonianze: dalla voce della cantante Désirée Nobile ai video backstage, fino ai momenti più simbolici come «Una donna per la donna», in cui accanto alle protagoniste hanno sfilato rappresentanti delle istituzioni e della società civile, in un gesto concreto di vicinanza.

Tra gli ospiti, il maestro orafo Michele Affidato, che ha portato in passerella le sue creazioni, sottolineando il valore umano dell’iniziativa: una serata diversa, in cui la bellezza non è forma ma espressione di forza.

Accanto a lui, il contributo dei professionisti del settore ha rafforzato il senso di una comunità che si stringe attorno a queste donne. Il team hair & make-up guidato da Francesco Cogliandro (insieme a Laura Marino, Nancy Paviglianiti, Tiziana Longo, Giusy Giordano, Tonino Babuscia, Tonino Crea, Angela Sapone, Teresa Massa, Teresa Malara, Arjola Stoiku e Fabiana Tripodi) e il fashion designer Claudio Greco hanno contribuito a costruire un racconto in cui estetica e significato si incontrano.

Ma più delle parole, resta ciò che si è vissuto. Una sala piena, partecipe. Un silenzio che ascolta. Un applauso che non è forma, ma riconoscimento. Perché in quella passerella, in quei passi, in quei sorrisi, non c’era solo la malattia. C’era la forza, la dignità, il valore della vita che continua, che cambia, che resiste. Un concentrato di emozioni, di racconti, di sorrisi.

E forse è proprio questo il senso più autentico dell’evento: ricordare che anche dentro la fragilità può esistere una forza capace di tenere insieme tutto. E andare avanti.