domenica,Maggio 29 2022

Reggio Calabria, seduta d’insediamento per il consiglio metropolitano

Si sono costituiti, poi, i gruppi consiliari Territorio Metropolitano, Democratici insieme per Reggio Città Metropolitana e S'intesi Metropolitana, espressione dell'esito elettorale

Reggio Calabria, seduta d’insediamento per il consiglio metropolitano

Si è tenuta, questo pomeriggio nell’aula “Leonida Repaci” di Palazzo Alvaro, la seduta di insediamento del nuovo Consiglio Metropolitano di Reggio Calabria. In avvio dei lavori, i consiglieri di minoranza Giuseppe Zampogna (capogruppo), Pasquale Ceratti e Domenico Romeo (vicecapogruppo) hanno ufficializzato la formazione del gruppo consiliare di Forza Italia. I consiglieri Antonino Minicuci e Rudi Lizzi hanno, quindi, aderito al Gruppo misto. Si sono costituiti, poi, i gruppi consiliari Territorio Metropolitano, Democratici insieme per Reggio Città Metropolitana e S’intesi Metropolitana, espressione dell’esito elettorale.
La riunione è proseguita con la relazione del Sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà che, dopo aver consegnato le proprie dichiarazioni programmatiche, ha introdotto alcuni temi di discussione.

«Si insedia oggi, dopo un iter travagliato, il consiglio metropolitano e consentitemi, in premessa, di ringraziare chi ha reso possibile tutto questo: a partire dall’ufficio elettorale e a finire a tutti i dirigenti, funzionari e dipendenti della Città Metropolitana che, con grande senso di responsabilità e abnegazione, hanno fatto si che le operazioni di voto si svolgessero nel pieno rispetto delle normative anti Covid e, quindi, della salute di ogni avente diritto al voto.

E a tal proposito, un sentito ringraziamento va a tutti gli amministratori dei 97 comuni del nostro territorio, i sindaci, i consiglieri comunali che, grazie anche alla individuazione dei due seggi staccati di Locri e Palmi, con larga e ampia partecipazione hanno fatto emergere dalle urne un consiglio rinnovato epienamente rappresentativo dei territoritutti.

Si è parlato molto in questi anni di “reggiocentrismo”, di una Città Metropolitana cioè più attenta al capoluogo che alle aree omogenee. Interpreto questo sentimento come la volontà dimaggiore protagonismo dei territori e maggiore attenzione agli stessi nelle scelte che l’ente sarà chiamato a fare.

Proprio per questo motivo una delle novità di questa consiliatura sarà l’organizzazione di appositi consigli e conferenzemetropolitane suiterritoriperfavorire,quandoilCovidloconsentirà,ancheuna maggiore partecipazione deicittadini. E tutta via sono pienamente consapevole che questo, seppur importante sotto un profilo simbolico, non sarà decisivo se non accompagnato da una puntuale riforma della Legge Delrio che nel 2014 ha istituito le Cittàmetropolitane. Se vogliamo che questo ente di secondo livello, nato non per sostituire le province ma per rappresentare un nuovo sistema di governance del territorio, non vada a rappresentare l’ennesima occasione perduta per il nostro paese servono dei correttivi come:

  • L’aumento dei trasferimenti statali per evitare di pensare che si stava meglio quando si stava peggio (es: 8mln l’anno perle strade a fronte dei 2attuali);
  • La possibilità di avere una giunta con assessori legittimati a firmare atti e assumersi responsabilitàamministrative;
  • L’assegnazione a monte delle funzioni da parte dello Stato al fine di evitare contrattazioni con leregioni.

Su questo ultimo punto siamo pienamente consapevoli che, nelle more della riforma, bisognerà affrontare fin da subito la questione con la Regione Calabria auspicando che l’importanza del tema non venga sacrificata sull’altare della contesa politica delle prossime e imminenti consultazioni elettorali. Cosi come bisogna continuare ad affrontare con maggiore decisione la situazione rifiuti: bisogna giocare di squadra e non a colpi di ordinanza, bisogna lavorare per trovare una soluzione strutturalee non semplicemente dire “bisogna trovare una soluzione”.

In questo senso i livelli di responsabilità sono molteplici e continueremoacercareetrovareildialogo,comenegliultimimesi, con la Regione Calabria ma siamo consapevoli che tutte le soluzioni sarannotamponefinchénonverrannorisoltidueproblemiprincipali:

  • Una riforma della legge regionale che ha istituito le ATOsenza porre un filtro fra comuni e regione e scaricando sui comuni stessi decenni di cattiva programmazione sul tema. Prendiamo esempiodallaPugliadoveportiamoinostririfiutiperassenza didiscarichediservizioecontestualizziamo quella legge al nostro territorioregionale.Tra i compiti dell’ATO c’è l’individuazione (oltre Melicuccà dove sono stati riaffidati i lavori) di altre due discarichedi servizio. Se pensiamo di affrontare il tema con l’approccio “ovunque basta che non sia nel mio comune” è evidente che non ne usciremomai.

Strettamente collegato al tema rifiuti c’è il tema sanità. Sonosolodipochimesifaleimmaginichehannovistoi400sindaci calabresifarefrontecomuneepretenderel’affermazionedeldiritto alla salute per tutti icittadini. Un confronto, quello col governo, che ha portato alla introduzione neldecretoCalabriadiunapiattaformadiconfrontofraiterritori e ilcommissario.

Se a questo aggiungiamo la ripresa delle attività da parte della conferenzadeisindacidell’Asp,cirendiamocontodiquantolaCittà Metropolitana, in sinergia con tutti gli altri soggetti preposti, potrà essere determinante nel rivoluzionare finalmente il sistema sanitario regionale a partire dalla garanzia della erogazione dei LEA e deiLEP.

Anche in questo senso, l’ente metropolitano dovrà assumere sempre piùilruolodiaffiancamentoesostegnoaicomuniperlosvolgimento delle funzioni amministrative e per l’erogazione deiservizi. Vainquestadirezionel’ideadirenderemetropolitanialcuniservizi come quello del trasporto pubblico locale, come lo sarà a regimeil sistema del ciclo integrato dei rifiuti e delle acque, così comela riscossionedeitributie,ancoradipiù,ilsupportoagliuffici tecnici comunali per la progettazione delle opere pubbliche alfine di evitare di disperdere risorse e perdere occasioni uniche di sviluppo.

Non ultimo, mi preme sottolineare l’importanza, ove ne sussistano le condizioni di fattibilità tecnica, che la Città Metropolitana faccia il proprio ingresso in Sacal al fine di avere un ruolo legittimanteedeterminanterispettoaquellechesonoleprospettive di sviluppo in termini soprattutto di aumento dei voli da e per l’aeroporto dello Stretto nell’ottica, tra l’altro, di guardare sempre più al concretizzarsi dell’Area integrata delloStretto.

Unosguardo,infine,alfuturonellaconsapevolezzachelaMetrocity è soprattutto un Ente di programmazione e che tutti i risultati che si vedranno nei prossimi anni abbiamo ildovere di pensarli e programmarlioggi.In questi anni abbiamo lavorato con le associazioni di categoria, l’Università, gli ordini professionali e i sindacati alla stesura del primo piano strategico metropolitano.

Questa stessa cabina di regia vogliamo metterla in campo per l’individuazione dei progetti da candidare all’interno del Piano di Resilienza che il governo sta mettendo in campo per l’utilizzo delle risorse del Recovery Plan e NextGeneration.Un percorso partecipato dal basso che coinvolga altresìvoi consiglieri, i sindaci e le associazioni culturali e sociali che operano nelle quattro aree omogenee.

Non può sfuggire come la composizione di questo consesso sia totalmente maschile e questo, al netto delle politiche di genere, deve fare riflettere i partiti e, più in generale, la politica su quanto sia ancora lunga la strada che porta ad una coscienza e consapevolezza reale della importanza della partecipazione delle donne alla politica e della presenza delle stesse all’internodelle istituzioni.

Nel farvi i più sinceri auguri di buon lavoro, chiudo con una massima di Leonida Repaci al quale questa sala è intitolata:“un’espressione tipica del calabrese: «Non mi fido» per significare «non ce la faccio», «non posso». A questo punto l’impotenza a fare una certa cosa ci aggancia oscuramente alla coscienza di una servitù da portare. Egli non si fida perché questa è la sua natura”.

Abbiamo il dovere di ribaltare questa concezione, abbiamo il dovere di far si che i nostri cittadini metropolitani tornino a “fidarsi” in tutti i sensi di questa accezione: a fidarsi della classe politica che li amministra e a fidarsi nel senso di cancellare dal loro vocabolario termini come “non ce la faccio” o “non posso”. A noi il compito che sia possibile, a noi il compito di farcela.

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