mercoledì,Febbraio 21 2024

Arrical, dopo il commissariamento di Gioia Tauro Alessio promette battaglia: «Vogliono tutto senza dare niente»

Dopo l’intervento regionale il sindaco aspetta la decisione del Tar sul ricorso presentato: «Se dovesse rigettarlo non ci resta che una mobilitazione popolare»

Arrical, dopo il commissariamento di Gioia Tauro Alessio promette battaglia: «Vogliono tutto senza dare niente»

È di venerdì scorso la notizia che la Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore all’Ambiente Marcello Minenna, ha commissariato il comune di Gioia Tauro – insieme a quelli di Pianopoli, Acquaformosa e San Giovanni di Gerace – rei di non aver aderito all’Autorità “Rifiuti e risorse idriche della Calabria” e di aver approvato delibere per la non adesione alla nuova authority regionale.

Adesso la Regione eserciterà nei confronti di questi quattro comuni, il potere sostitutivo attraverso l’individuazione di un commissario ad acta che dovrà adottare, in sostituzione delle amministrazioni, il provvedimento di adesione ad Arrical, istituita con la legge regionale n. 10 del 20 aprile 2022 e riguardante l’organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente. Su tale decisione, il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio, raggiunto telefonicamente da Ilreggino.it, ha raccontato le ragioni che lo hanno spinto a non aderire ad Arrical, sostenendo che a suo avviso si tratta di «una gran cavolata».

Alessio: «Presenta un problema di metodo e di merito»

«Il 20 dicembre – ha spiegato il primo cittadino – abbiamo fatto un consiglio comunale dove abbiamo deliberato la non adesione ad Arrical, perché mi sembra che ci sia un problema di metodo e di merito. Di metodo perché qui si continua a decidere senza sentire il territorio, senza sentire i sindaci e senza interpretare anche quelli che sono i pensieri dei vari consigli comunali. Il presidente Occhiuto quando si è impegnato aveva dichiarato che si sarebbe confrontato con i sindaci, cosa che non è avvenuta. Di conseguenza, il metodo non sta bene, perché decisioni così importanti come questa dell’Arrical o del rigassificatore o del raddoppio del termovalorizzatore, non si possono prendere dall’alto senza un sentire comune rispetto al territorio».

Nel merito – ha continuato Alessio – perché «è uno strumento che difficilmente potrà funzionare per come loro pensano. Io in questo periodo sto lavorando alla rete fognaria e alla rete idrica. Chi mi rimborserà questi soldi, visto che dal primo di gennaio dovrà essere l’Arrical a gestire tutto? I lavoratori dell’idrico e della fognatura o quelli che lavorano nella nettezza urbana, chi se li prenderà? Ci sono tanti punti interrogativi, tanti quesiti che andavano discussi a monte, prima di far entrare in vigore una legge regionale.

E quindi io credo che su questa strada, anche quei comuni che attualmente non dicono nulla, si troveranno male. Nel bilancio previsionale cosa mettiamo? Dobbiamo mettere le uscite che devono andare alla Sorical o all’Arrical e così mentre le entrate vanno a loro, le uscite intanto le mettiamo noi. Ci sono tante perplessità e tanti punti che andavano chiariti, ma ciò è possibile solo se si concertano le riunioni con tutti i livelli territoriali».

Il sindaco: «Dobbiamo regalare le nostre proprietà e poi comprare l’acqua»

Il sindaco ha sottolineato che a Gioia Tauro ci sono dei pozzi che sono stati sempre di proprietà del comune. «Stiamo facendo dei lavori migliorativi con nuovi pozzi per avere un maggiore quantitativo d’acqua e alla fine dobbiamo regalare alla Regione – perché non c’è un atto di vendita o un acquisto da parte della stessa – i nostri pozzi e le nostre risorse idriche, per andare poi a comprare l’acqua della Sorical. Mi sembra proprio una gran cavolata questa qua. Gioia Tauro non ha l’autosufficienza totale sull’idrico, ma ci sono comuni come Galatro, Rizziconi, Taurianova e tanti altri, che invece hanno il cento per cento di autosufficienza e che si troveranno a dover regalare le loro proprietà per andare poi a comprare l’acqua. A me non sembra per niente logico, mi sembra piuttosto che ci saranno diversi problemi e pure abbastanza importanti».

Presentato ricorso al Tar

Alessio ha annunciato che lo scorso 28 febbraio ha presentato ricorso al Tar contro Arrical, e «ora aspettiamo di vedere come si pronuncerà. Certo è che se le procedure amministrative non dovessero sortire alcun effetto, in ultima istanza non ci rimane che quella di creare una mobilitazione popolare contro queste scelte scellerate che ha fatto la Regione senza confrontarsi con il territorio. Dall’alto è facile dire “io sono d’accordo per il rigassificatore”, ma cosa ne sai della popolazione della Piana, se i cittadini sono d’accordo oppure no? Non te ne frega niente del pensiero del sindaco di quel territorio. Intanto i problemi rimangono a noi. Vogliono il raddoppio del termovalorizzatore, vogliono il rigassificatore, vogliono tante altre cose ma senza dare un bel niente a nessuno. La stessa cosa è successa con l’autonomia differenziata, Occhiuto l’ha approvata però poi le gatte da pelare rimangono al territorio».

Articoli correlati

top