«La Giornata Internazionale della Donna, istituita l’8 marzo su iniziativa dell’ONU, non è solo una ricorrenza simbolica: è un monito a riflettere sul percorso ancora aperto verso la piena parità di genere e sulle disuguaglianze che ancora restano da colmare. Un impegno che rappresenta oggi una priorità dell’Unione europea». Lo afferma l’europarlamentare calabrese Giusi Princi.

«In Italia, il voto delle donne nel referendum del 2 giugno 1946 - prosegue - rappresentò una tappa decisiva nel riconoscimento della loro piena cittadinanza e nell’avvio di un percorso di progressiva affermazione dei diritti nella vita civile, sociale ed economica. Tuttavia, nonostante i progressi, la strada verso la piena parità di genere è ancora lunga. Le disuguaglianze economiche e professionali sono ancora notevoli, basti pensare che in Europa le donne guadagnano in media il 12% in meno all’ora rispetto ai propri colleghi e le pensioni medie femminili sono circa il 24,5% inferiori a quelle degli uomini, riflettendo carriere spesso frammentate o interrotte da responsabilità di cura familiare. Le donne sono inoltre sottorappresentate nei ruoli decisionali e di leadership, con quote inferiori alla parità nei consigli di amministrazione e nei vertici aziendali. A ciò si aggiunge il peso degli stereotipi di genere, che influenzano le scelte formative di bambine e bambini, con conseguenze che si estendono lungo tutto l’arco della vita. Proprio per affrontare questi divari – continua l’On. Princi -, nel mio lavoro al Parlamento europeo, ho seguito importanti file in materia, come il Rapporto Annuale 2025 sui Diritti Umani e la Democrazia nel Mondo e il Rapporto sul Divario Retributivo e Pensionistico di Genere nell’UE. Questi strumenti non sono solo tecnici, ma vere e proprie linee guida per ridurre i divari salariali e pensionistici, sostenere le donne imprenditrici e rafforzare la loro presenza nei settori economici più dinamici e innovativi».

«L’uguaglianza economica – evidenzia l’europarlamentare - si trova anche al centro della nuova Strategia per la Parità di Genere 2026–2030, pubblicata recentemente dalla Commissione Europea. Saranno previste misure per ridurre il divario retributivo e pensionistico, facilitare l’accesso ai finanziamenti per le donne imprenditrici e promuovere strumenti finanziari dedicati a start-up e PMI guidate da donne. Si prevede anche l’istituzione di un Piano d’Azione per rafforzare la presenza femminile nella ricerca, nell’innovazione e nei settori tecnologici, riconoscendo la centralità della leadership femminile per la competitività dell’Europa».

«Tuttavia, la parità di genere – aggiunge l’On. Princi - non si costruisce solo attraverso leggi e politiche pubbliche ma richiede anche un cambiamento culturale profondo. La violenza di genere, le disparità di opportunità e la mancanza di rispetto nascono da stereotipi radicati e da modelli culturali che ancora oggi sottovalutano il contributo delle donne. Per questo motivo, il cambiamento deve partire dalla scuola e dall’infanzia, formando cittadini rispettosi, consapevoli e capaci di costruire relazioni fondate sulla parità. Per questo, l’8 marzo – conclude - rappresenta un monito a rinnovare l’impegno verso una società in cui ogni donna possa vivere con dignità, pari opportunità e piena partecipazione».