Il Tito Minniti punta a superare il milione di passeggeri l'anno e prova a farlo con un piano che, sulla carta, cambia davvero faccia allo scalo, a partire dal nuovo terminal che dovrebbe essere inaugurato - nelle previsioni - entro la data delle elezioni Amministrative. Il Piano di sviluppo aeroportuale 2023-2035 dell'aeroporto di Reggio Calabria reso noto in queste ore lega infatti la crescita del traffico a una sequenza precisa di opere: ampliamento del terminal, rifacimento delle aree di movimento, nuovi uffici, parcheggi riorganizzati, impianti fotovoltaici e persino uno spazio riservato alla futura mobilità aerea avanzata. Il dato che regge tutto è quello della domanda: dai 624 mila passeggeri complessivi del 2024 si passa ai 977 mila nel 2025 (nel masterplan erano previsti 916,2 mila per lo scorso anno), fino ad arrivare ad 1 milione 63 mila passeggeri complessivi nel 2035. La soglia del milione, secondo la tabella del Masterplan, verrebbe superata non prima del 2031: ma c'è chi a denti stretti spera molto prima.

Il centro dell'intervento del Psa è senza dubbio il terminal passeggeri. Il documento licenziato da Sacal, Enac e Ministero delle Infrastrutture parte dagli interventi già in corso, ovvero l'espansione delle sale imbarchi, l'aumento dei gate, più spazi di attesa, l'allargamento degli accessi per arrivi Schengen ed extra Schengen, lo spostamento dei controlli di sicurezza al primo piano con macchine radiogene di nuova generazione e la realizzazione di una nuova area commerciale. È proprio qui che il piano prova a trasformare la crescita dei flussi in una struttura finalmente adeguata , confermando l'impegno di Sacal e Regione Calabria per il rilancio dello scalo reggino.

Sul fronte dei parcheggi, il Piano di sviluppo aeroportuale lega l'aumento del traffico previsto anche ad una riorganizzazione degli spazi di sosta sia per i passeggeri sia per gli operatori aeroportuali . Il documento prevede la riqualifica del cordolo davanti al terminal, la realizzazione di un nuovo parcheggio bus nell'area a sud-est del parcheggio esistente e soprattutto la sopraelevazione del parcheggio Pinetina attraverso una struttura leggera: una sorta di parcheggio prefabbricato sopraelevato in acciaio, la cui costruzione non prevederebbe scavi di fondazione e tempi rapidissimi di messa in opera. Una volta ad incrementare la capacità in funzione della crescita della domanda in maniera certamente più rapida rispetto ad una costruzione in cemento armato che - alle nostre latitudini - richiederebbe certamente anni ed anni, ma che sicuramente non andrebbe accantonata per gli sviluppi futuri.

Accanto all'aerostazione c'è poi la parte meno visibile, quella che decide la funzionalità reale dello scalo. Il Masterplan prevede un nuovo Turn Pad in testata 15, ovvero una piazzola di svolta a monte della pista lato nord utile a consentire agli aeromobili di allinearsi e sfruttare l'intera lunghezza della pista, e la riqualificazione delle pavimentazioni nelle aree di movimento. I numeri, qui, danno la misura del progetto: oltre 224 mila metri quadrati di piste e piazzali da ripristinare e circa 14 mila metri quadrati di segnaletica da rifare. A questo si aggiungono l'installazione dell'alimentazione per le piazzole, la manutenzione straordinaria del piazzale di sosta aeromobili e l'aggiornamento degli impianti di controllo e smistamento bagagli.

Il piano interviene poi sull'intera macchina aeroportuale. Sono previsti un nuovo edificio per uffici e servizi da circa 1.600 metri quadrati, che sorgerebbe al posto delle villette a schiera all'ingresso lato rotatoria, le quali verrebbero rasate al suolo . Previsto poi l'adeguamento del distaccamento dei vigili del fuoco su circa 1.400 metri quadrati, la riqualificazione del capannone Speci, il recupero della torre di controllo e la demolizione di ruderi e manufatti per realizzare un nuovo parcheggio handlers da circa 2.300 metri quadrati.

C'è anche un capitolo energetico che il documento considera parte integrante dello sviluppo . Sulle coperture del terminal, degli edifici esistenti e sulle pensiline dei parcheggi vengono stimati impianti fotovoltaici capaci di produrre complessivamente oltre 2.300 MWh annui, con l'ipotesi ulteriore di un campo fotovoltaico a terra all'interno del sedime aeroportuale. Tutto questo, sottolinea la sintesi, avverrebbe senza nuovo consumo di suolo naturale, perché gli interventi restano all'interno dell'area aeroportuale esistente.

Previsto entro il 2035 anche il completamento e la messa in sicurezza di tutti gli innesti sulla Strada Statale 106: oltre allo svincolo di Malderiti per le auto provenienti da Reggio Città che dovrebbe essere inaugurato quest'anno, salvo sorprese, verrà anche riperimetrato lo svincolo in uscita direzione Taranto (periferia sud) ad oggi pericoloso.

Il Masterplan dunque certifica che la crescita del Tito Minniti viene ormai considerata strutturale e prova a darle una cornice stabile . Resta da capire se questa sequenza di opere, distribuita in tre fasi fino al 2035, riuscirà davvero a uscire dal perimetro progettuale. Perché il documento una cosa la dice con chiarezza: senza un aeroporto capace di reggere i numeri che annuncia, il rilancio di Reggio rischia di restare sospeso a metà strada.