Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria chiede un confronto urgente in Aula dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni alle intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria: «Senza Lep finanziati e perequazione, la Calabria pagherà il prezzo più alto»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, ha depositato una mozione urgente per chiedere che il presidente della Giunta regionale riferisca immediatamente in Aula sulle recenti decisioni assunte in sede di Conferenza Stato-Regioni in materia di autonomia differenziata.
L'iniziativa arriva dopo il parere favorevole espresso il 5 aprile dalla Conferenza Stato-Regioni sugli schemi di intesa preliminare con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria riguardanti materie considerate particolarmente sensibili, tra cui sanità, protezione civile e previdenza integrativa.
«Si tratta di una scelta che desta forte preoccupazione – afferma Ranuccio – soprattutto perché assunta nonostante il parere contrario espresso dall'Anci e da altre Regioni. Parliamo di un progetto che rischia di aumentare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e di indebolire il principio di solidarietà nazionale».
Nella mozione si sottolinea come l'attuazione dell'autonomia differenziata, in assenza del pieno finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e di efficaci meccanismi perequativi, possa determinare ricadute particolarmente pesanti per la Calabria.
«Il rischio concreto – prosegue il vicepresidente del Consiglio regionale – è quello di una sanità sempre più diseguale, con le regioni economicamente più forti in grado di attrarre medici, infermieri e personale qualificato attraverso strumenti incentivanti e forme di previdenza integrativa che la Calabria difficilmente potrebbe sostenere. Sarebbe un colpo durissimo per un sistema sanitario che già oggi soffre una grave carenza di personale».
Ranuccio richiama inoltre la sentenza n. 192 del 2024 della Corte Costituzionale, che ha ribadito come l'autonomia non possa compromettere l'unità economica e giuridica della Repubblica né il principio di solidarietà tra i territori.
«L'autonomia differenziata non può trasformarsi in una competizione tra regioni ricche e regioni povere. La Calabria ha il diritto di sapere quale posizione stia assumendo il proprio presidente e quali conseguenze potrebbero derivare da scelte che incidono direttamente sul futuro dei servizi essenziali e sul diritto alla salute dei cittadini».
Per queste ragioni, la mozione impegna il presidente della Giunta regionale a riferire con urgenza al Consiglio regionale, affinché l'Assemblea possa discutere apertamente una questione destinata, secondo il proponente, a incidere profondamente sul futuro della Calabria e dell'intero Paese.


