Sul palco di piazza Duomo un comizio all’attacco per il candidato sindaco del centrosinistra, che ripercorre la vita amministrativa dell’amministrazione uscente e disegna la sua idea per il domani. «Reggio Calabria non ha bisogno di promesse, ha bisogno di credibilità»
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«Non sono qui per vivere dei ricordi, ma per costruire il futuro con rispetto per ciò che è stato, con la determinazione di fare ciò che ancora manca. Perché questa piazza non è solo un luogo, è un impegno, è la voce della città, è da qui che dobbiamo ripartire. Candidarsi al sindaco non è una gara a chi urla di più, non è scalare classifiche di gradimento, è un atto d'amore e di profonda responsabilità, che nel mio caso porta con sé una storia, una tradizione al servizio di Reggio. Voglio dare voce alla stragrande maggioranza di reggini, quella parte operosa, solidale, accogliente, alla quale con orgoglio mi sento di appartenere. Vedetemi come uno di voi, perché questa battaglia non è mia, è la nostra battaglia. Per noi non c'è nessun adesso Reggio, ma sempre, da sempre e per sempre Reggio».
Così Domenico Battaglia, candidato a sindaco per il centrosinistra, ha motivato i suoi in quella che è l’apertura ufficiale della sua campagna elettorale. Un incontro pensato e voluto a piazza Duomo dove si sono incontrate due epoche, quella del rapporto alla città degli anni ’70 del padre Pietro, e la sfida di oggi per provare a mantenere la guida di Palazzo san Giorgio. Per questo Mimmetto non si è risparmiato. Visibilmente teso ed emozionato, schivo per com’è, è riuscito a mantenere alta la tensione per tutto il tempo del suo intervento.
Piazza Duomo, “costruita” su misura per l’occasione, con i banchetti delle sigle partitiche e non (Pd, Avs, Avanti Casa Riformista, Battaglia sindaco, Reset e La Svolta) che lo accompagnano in questa tornata elettorale a formare quasi un abbraccio, lo accoglie con un applauso convinto. Appena un attimo prima sullo schermo piazzato sul palco è andato in onda uno spezzone di un’intervista con papà Pietro che spiega il perché di quel rapporto alla città. Ed è proprio sul filo dei ricordi e della tradizione familiare che Battaglia si gioca le sue carte. «Non è un caso che io abbia scelto questa piazza – dice ai cronisti -, perché il tradimento che si è verificato all'epoca si sta riverificando e i complici sono proprio coloro i quali si ergono a prossimi salvatori della città. Ma io mi domando come si può pensare di salvare Reggio, se quando si deve votare in Parlamento per l'autonomia differenziata l'unica cosa che si fa è abbandonare l'aula e non votare. Come può un presidente di regione che firma le preintese dell'autonomia differenziata dire che le deleghe alla Città metropolitana verranno concesse solo se ci sarà un sindaco amico?»
Insomma diverse stoccate, e tutte all’indirizzo dell’avversario principale della competizione elettorale, vale a dire Francesco Cannizzaro, e al governo regionale di centrodestra, al cui indirizzo sono volati gli strali anche di Giuseppe Falcomatà prima e Nicola Irto dopo, saliti sul palco a riscaldare la piazza insieme ai rappresentanti dei giovani democratici e dei partiti della coalizione.
Il leit motiv della serata rimane quindi il passato, la battaglia al modello Reggio che scomoda anche il suicidio della Fallara, e si mischia con la narrazione di un risanamento che ha in qualche modo tarpato le ali allo sviluppo della città a fronte di un consolidamento strutturale dell’ente.
«Reggio Calabria non ha bisogno di promesse, ha bisogno di credibilità, e la credibilità si acquista con anni e anni di servizio per la città, Reggio merita rispetto, ha bisogno di cura, di gentilezza, di prossimità, noi siamo quelli della serietà amministrativa, della legalità, della trasparenza, noi in questo lungo tempo abbiamo risanato i conti, abbiamo quotidianamente amministrato la città, non con spot, con slogan, con promesse irrealizzabili, ma con l'affidabilità di chi ogni giorno cura l'interesse dei propri cittadini».
Un’apertura di campagna tutta all’attacco quella di Battaglia che utilizza anche l’ironia: «Dall'anno prossimo potranno essere destinate maggiori somme e risorse ai servizi essenziali, per le manutenzioni. Reggio è vero, ha ancora tante buche da riparare per strada, ma non ha più buchi di bilancio da risanare».
Il candidato del centrosinistra poi illustra il suo progetto in grandi linee convinto che si possa lanciare una stagione nuova, «in cui dalle radici e da fondamenta solide si costruisca un futuro importante. È giunto il momento di costruire un nuovo cammino insieme, con una direzione concreta, capace di guidare scelte amministrative, investimenti e priorità. Una città che costruisce il proprio futuro con ambizione e consapevolezza del proprio ruolo. Vogliamo che Reggio diventi un polo culturale e turistico, Reggio deve essere un hub strategico del Mediterraneo, vogliamo investire nella cultura e nel turismo, realizzando un distretto culturale integrato, capace di mettere in relazione istituzioni, spazi e competenze. Vogliamo soprattutto trattenere i nostri giovani, rafforzando il legame tra sistema universitario e mondo del lavoro, creando spazi di innovazione e formazione, sostenendo l'imprenditoria giovanile, l'area integrata e lo Stretto come visione, ma anche come occasione di sviluppo della logistica, del turismo, dell'economia del mare».

