«Abbiamo atteso qualche giorno prima di intervenire, non per incertezza, ma per pesare accuratamente ogni singola parola di fronte a una decisione che riteniamo senza precedenti nella storia politica di questo territorio e profondamente inopportuna sotto ogni profilo etico e istituzionale». Ad affermarlo in una nota i consiglieri comunali reggini di centrodestra Demetrio Marino, Massimo Ripepi, Federico Milia, Antonino Maiolino, Roberto Vizzari, Antonino Zimbalatti, Saverio Anghelone, Antonino Caridi, Giuseppe de Biasi, Guido Rulli, Mario Cardia.

«La nomina del Consigliere Antonino Castorina a Capo di Gabinetto della Città Metropolitana, firmata dal Sindaco f.f. Carmelo Versace, non è un semplice atto amministrativo ma rappresenta un atto di arroganza politica che non può e non deve passare sotto silenzio, configurandosi come uno schiaffo violento in faccia a una città che sta letteralmente affogando nel degrado e nell’abbandono più totale» sostiene il centrodestra di Reggio.

«Da convinti garantisti quali siamo, non abbiamo mai cavalcato le vicende giudiziarie che interessano Castorina e per le quali sarà solo la magistratura a pronunciarsi, ma qui il piano non è il codice penale, bensì quel codice etico che questa stessa maggioranza ha sbandierato in aula e che oggi viene calpestato e disatteso con un cinismo disarmante. Ci chiediamo con quale coraggio si possa investire un ruolo di così alta responsabilità amministrativa un consigliere comunale la cui posizione è attualmente oggetto di un approfondimento giudiziario sulle presunte irregolarità che avrebbero condizionato la libera espressione del voto dei reggini; un paradosso istituzionale che vede chi deve ancora fare piena luce sulla propria condotta elettorale nelle sedi competenti, diventare oggi il braccio destro operativo dell’Ente metropolitano».

«Questa nomina trasuda autoreferenzialità e sembra una blindatura da oligarchia chiusa, fortificata dal fatto che Versace e Castorina appartengono allo stesso gruppo consiliare in Comune, quel gruppo denominato RED che oggi appare come un’enclave arroccata. Nel frattempo, Reggio soccombe sotto il peso di un degrado diffuso ormai fuori controllo e di un declino dei servizi essenziali che mette quotidianamente a rischio la sicurezza e la dignità di ignari cittadini. Ma ciò che lascia attoniti è il silenzio assordante, quasi complice, del Partito Democratico e di tutto il centrosinistra, quegli stessi paladini della morale pronti a pontificare e a invocare dimissioni a ogni soffio di vento quando si tratta del centrodestra, ma oggi muti e immobili di fronte all'occupazione militare delle poltrone da parte dei propri uomini».

«Non siamo più nemmeno al classico e odioso schema dei “due pesi e due misure”, qui siamo di fronte a un’ipocrisia sistemica difficile anche solo da definire, dove gli interessi di bottega e i colori politici contano più della dignità delle istituzioni. Mentre i nostri giovani scappano da una terra che offre solo polvere, la sinistra preferisce chiudersi nel fortino delle nomine fiduciarie di fine legislatura, dimostrando di aver perso ogni contatto con la realtà. Non permetteremo che il futuro di Reggio venga deciso in un ufficio di gabinetto trasformato in sede di partito, perché questa città non è un feudo privato del gruppo RED o del PD, ma una comunità ferita che esige trasparenza e, soprattutto, una netta distinzione tra le vicende giudiziarie e i vertici della gestione pubblica» conclude il centrodestra.