A Roccaforte del Greco, da quasi un mese, la farmacia è ancora chiusa. E qui non è una notizia di servizio: è una frattura quotidiana. Un paese di montagna che resta senza presidio sanitario mentre intorno il territorio prova a rialzarsi dopo il passaggio del ciclone Harry, tra strade fragili, smottamenti, collegamenti incerti e un dissesto idrogeologico che non concede tregua.

La vicenda nasce a metà gennaio, giorno 12, sullo sfondo dell’inchiesta dei Carabinieri del NAS sui gas biomedicali, un’indagine ampia che ha coinvolto diversi professionisti sanitari nel Reggino. Tra le misure adottate dall’autorità giudiziaria figura il divieto temporaneo di esercizio della professione nei confronti della farmacista titolare dell’unico presidio di Roccaforte. La farmacia, va chiarito, non è stata oggetto di contestazioni sanitarie dirette. A bloccarla è stato l’effetto automatico della sospensione: senza direttore tecnico non può aprire.

Da quel giorno le serrande sono abbassate. E in un centro aspromontano come Roccaforte questo significa isolamento reale. Servono almeno 45 minuti di auto per raggiungere Melito Porto Salvo, sulla costa ionica, dove si trovano pronto soccorso e strutture ospedaliere. Dopo le piogge estreme di Harry, con viabilità ulteriormente indebolita e tratti interni sotto pressione, quel tragitto non è più una semplice distanza: è una soglia di rischio.

Negli ultimi giorni lo stallo si è fatto ufficiale. L’amministratore pro-tempore della società proprietaria della farmacia ha comunicato al Comune l’impossibilità di individuare un farmacista in possesso dei requisiti di idoneità disposto ad assumere l’incarico di direttore tecnico in sostituzione della professionista sospesa. Un passaggio che fotografa una realtà ferma, mentre il tempo continua a correre contro il paese.

È qui che il sindaco Domenico Penna ha scelto di alzare il livello dell’emergenza portandolo a livello istituzionale. Non una segnalazione formale, ma una battaglia di sopravvivenza della comunità. Ha coinvolto direttamente la Clara Vaccaro e l’Ordine dei Farmacisti di Reggio Calabria, chiedendo che la ricerca di un direttore tecnico diventi una priorità assoluta. Il primo cittadino non sta facendo una battaglia simbolica. Sta provando a tenere in piedi un pezzo minimo di normalità. Perché a Roccaforte la farmacia non è un servizio accessorio: è l’unico punto dove si ritirano farmaci salvavita, dove gli anziani non devono scendere a valle, dove una terapia non diventa un viaggio a ostacoli. Senza quel presidio il paese resta scoperto, ogni giorno.

Ed è questo che Penna sta dicendo alle istituzioni: qui non c’è tempo per le attese. Qui ogni settimana senza farmacia pesa sulle famiglie, sulle persone fragili, su chi non guida, su chi vive da solo. Non è un problema burocratico. È una questione di sopravvivenza quotidiana.

Roccaforte oggi non chiede privilegi. Chiede di non essere lasciata indietro mentre le strade restano fragili, l’emergenza meteo ha appena finito di mordere e la distanza dalla costa continua a essere un muro. La farmacia è chiusa. Il paese è aperto, esposto, scoperto. Ed è da qui che passa la battaglia del sindaco.