Rompe il silenzio Antonella Ierace. L’assessore comunale di Caulonia ha deciso di rispondere punto su punto alle richieste di dimissioni avanzate dai consiglieri di minoranza, definendo le accuse di incompatibilità e conflitto di interessi come un tentativo di «gettare ombre» sul suo operato. Al centro della contesa c’è il legame dell’assessore con l’Associazione di Protezione Civile CIPC Caulonia. Ierace chiarisce subito che ogni accusa di cumulo di cariche è priva di fondamento: «È falso. Documentalmente, inequivocabilmente falso». L’esponente della giunta Cagliuso spiega infatti di aver richiesto l’aspettativa dai ruoli direttivi già nel luglio 2022, subito dopo la nomina, e di aver rassegnato le dimissioni definitive da ogni carica associativa il 20 marzo 2026, scegliendo di restare come «semplice volontaria per evitare strumentalizzazioni. Tali atti - sottolinea l’assessore - sono depositati e registrati presso l’Agenzia delle Entrate».

Uno dei punti più caldi riguarda i presunti 100.000 euro di risorse pubbliche che l'associazione avrebbe ricevuto. Ierace non usa mezzi termini per smentire la ricostruzione della minoranza: «Queste liquidazioni non rappresentano contributi volontari all’associazione, ma rimborsi di quanto anticipato dalla stessa». Secondo quanto riportato nella nota, si tratterebbe dunque di indennizzi per spese vive sostenute per servizi alla collettività, come l'assistenza agli sbarchi o l'acquisto di farmaci e generi alimentari, gestiti dagli uffici competenti.

L’assessore ha poi difeso la trasparenza della procedura relativa al Fondo Regionale Politiche Sociali, ricordando che si è trattato di una gara a evidenza pubblica aperta a tutti gli enti del terzo settore: «In quell’occasione si stavano ricercando enti che potessero rispondere alle esigenze di accompagnamento di persone sole e in difficoltà». Nella sua replica, Ierace cita anche il vicesindaco Maiolo, il quale già nel Consiglio comunale del 17 aprile 2026 aveva dichiarato l’insussistenza di profili di conflitto di interesse. «Non accetto lezioni di moralità», chiosa l’assessore, confermando l'intenzione di proseguire il proprio mandato «lasciando che siano i fatti, e non le polemiche, a parlare».