Le primarie rimangono per il centrosinistra, al momento, un obiettivo, ma anche un miraggio. Avevamo definito “compromesso” l’accordo della settimana scorsa tra i partiti che compongono il cosiddetto campo largo di centrosinistra, che pure hanno firmato un documento che indica nelle primarie un metodo, ma non le indice.

Troppo forte, almeno in alcune componenti della coalizione, la voglia di decidere senza lo strumento di partecipazione agitato dal Partito democratico, o da una parte di esso, perché è bene dirlo, non tutti guardano alle primarie con lo stesso trasporto.

La riunione di ieri va letta in questa ottica. Nessun passo indietro rispetto all’impostazione della interpartitica precedente, ma neanche alcun passo avanti concreto. Si lavora al regolamento, ma non sono state indicate date certe per lo svolgimento, che tutti i “primaristi” vorrebbero chiudere entro i primi giorni di marzo. Del programma, poi, neanche l’ombra.

L’interpartitica di ieri è stata preceduta da un paio di contatti che hanno visto protagonista il segretario provinciale dem Peppe Panetta, che sta evidentemente portando avanti un mandato preciso, verso le primarie. Prima il contatto con l’ex sindaco Giuseppe Falcomatà e poi con l’attuale sindaco ff Mimmetto Battaglia. Proprio quest’ultimo avrebbe sciolto le riserve dicendosi pronto a competere alle eventuali primarie. Con Falcomatà il discorso riguardava l’allargamento del tavolo alle liste civiche che l’hanno sostenuto nel suo percorso amministrativo, ma da incontrare in separata sede rispetto ai partiti, mettendo al centro il regolamento delle primarie. L’accordo, a quanto è dato sapere, non è arrivato, e la riunione con le civiche non c’è ancora stata.

Situazione che, dicono alcuni, è sotto stretta osservazione del partito nazionale al quale sarebbe stata posta la questione delle tempistiche per svolgerle ma anche della tenuta della coalizione. D’altra parte, fanno notare alcuni dem, da Napoli è stata proprio la segretaria Elly Schlein a parlare della necessità di tenere unito il campo largo che proprio in Campania ha registrato risultati significativi.

L’esigenza di tenere insieme i due obiettivi, insomma, sembra stare rallentando il percorso inaugurato da Panetta. D’altra parte è vero che alla interpartitica di ieri non era presente il Movimento 5 stelle, la cui posizione sulle primarie è chiara sin dall’inizio. Il dilemma del segretario provinciale dem sta tutto qui: dimostrare coi fatti che il Pd è il partito di maggioranza relativa e quindi capace di dare una indicazione decisiva all’intera coalizione. Come ci riuscirà non è facile capirlo.

Insieme ai cinquestelle continuano a non vedere di buon occhio le primarie neanche i Repubblicani che insistono sul nome di Filippo Bova, sul quale dicono fonti ben accreditate, si sarebbe espresso in maniera positiva anche Peppe Marino, suscitando la prevedibile ira dei dem presenti. Ma non è ancora chiara neanche la posizione ufficiale di Casa Riformista Italia viva. Qualcuno ieri al tavolo avrebbe sussurrato anche il nome di Giovanni Muraca, fresco di passaggio con i renziani, quale candidato di superamento. Lui, al di là di tutto, nega la sua disponibilità e nell’intervista “A tu per tu” con ilreggino.it – che sarà on line domani - chiarisce un concetto alla base di tutti i ragionamenti: «La nostra posizione è di tentare il tutto per tutto per trovare un candidato di superamento unitario, senza arrivare alle primarie».

Insomma, il quadro è tutt’altro che limpido, con le primarie che rimangono sullo sfondo della ricerca di un profilo autorevole che unisca l’intera coalizione.