L’indiscrezione arriva dalla segreteria nazionale dem, anche se in mattinata Panetta aveva incontrato Bova, nome su cui si sono concentrate le preferenze di chi aspirava al candidato unitario.
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Potrebbe essere domani, o lunedì, il giorno tanto atteso. Almeno per il centrosinistra, o una parte di esso. Alla vigilia di una nuova convocazione del tavolo dell’interpartitica “permanente” inaugurata sul finire dello scorso anno, da Roma, sponda Pd, arrivano segnali che possono smuovere in maniera decisiva la situazione di impasse in cui si era cacciata la coalizione di centrosinistra.
D’altra parte in queste settimane, tra i forse, magari e distinguo di diverse forze politiche tutto faceva presagire il naufragio dell’ipotesi primarie per la scelta del candidato sindaco. Ipotesi suffragata anche dal fatto che fino al momento le Primarie erano state solo evocate, ma non indette. Un elemento che aggiunto al tempo tiranno, aveva messo in dubbio anche l’opportunità di tenerle, proprio per non ottenere il risultato contrario a quello che si spera.
La situazione però, a quanto si apprende da fonti ben accreditate, ha subito un’accelerazione nelle ultime ore con l’approdo della “questione Reggio Calabria” direttamente in segreteria nazionale a Roma.
Dunque tutto fa pensare che già domattina il segretario provinciale del Pd, Giuseppe Panetta, che sta coordinando i lavori del tavolo, convocherà la coalizione per indire le primarie.
Una brutta notizia per chi, soprattutto nell’ultima settimana, aveva accarezzato il sogno di compattare la coalizione su un nome unitario che, per esclusione rispetto agli altri nomi sul tavolo, avrebbe dovuto essere quello di Filippo Bova, entrato nella rosa dei papabili grazie ai Repubblicani, riscuotendo se non il pieno consenso, quantomeno un certo apprezzamento da parte dei partiti, primo fra tutti la rinnovata Casa riformista Italia viva che tirando fuori dalla mischia il nome di Gianni Muraca, si era convintamente espressa sul professionista, che avrebbe in qualche modo ricevuto anche una sponda da Peppe Marino, che sembra in rotta con i vertici del partito. Oltretutto l’operazione non era una di quelle che si potrebbe definire “partitica”, nel senso che Bova non ha tessere di partito e nel panorama attuale avrebbe potuto rappresentare una novità potenzialmente appetibile all’elettorato non solo di centrosinistra. L’unica condizione posta dal medico reggino, era proprio il non passaggio dalle primarie.
Fatto sta che questa situazione di impasse rischiava di danneggiare solo il Partito democratico, presentatosi al tavolo dell’interpartitica con più voci, molto spesso discordanti. E non sono passate inosservate neanche le parole di un vecchio volpone della politica quale è Demetrio Battaglia che, nel corso di un talk andato in onda sui canali social di una testata reggina, ha ribadito che l’unica via d’uscita da questa palude sono e rimangono le primarie.
Tuttavia, i soliti ben informati, danno conto di un incontro importante avvenuto questa mattina proprio tra Bova e Panetta, che si è fatto accompagnare da Peppe Marino e Valeria Bonforte. Dell’esito dell’incontro non trapela un granché, ma è plausibile credere che proprio l’incontro dei vertici reggini con Bova abbia in qualche modo accelerato la presa di posizione della segreteria nazionale.
Se le indiscrezioni saranno confermate, domani mattina nel corso dell’interpartitica, in ossequio al documento firmato meno di una settimana fa, saranno indette le primarie di coalizione, che andranno necessariamente concluse entro il primo di marzo. Bisognerà fare presto per mettere nero su bianco il regolamento, mentre partiranno anche il risiko dei nomi e le grandi manovre per capire chi appoggerà chi. Allo stato attuale della partita dovrebbero essere Mimmetto Battaglia, anche se va capito se è il candidato del Pd o uno dei candidati dem, e poi Massimo Canale con la sua Onda orange. Resta da capire cosa decideranno di fare Carmelo Versace che aveva dato una disponibilità di massima a parteciparvi, e Giovanni Milana protagonista di una autocandidatura ancora tutta da decifrare, vista la vicinanza con il contenitore di Casa riformista. Resterebbero fuori per loro stessa ammissione e rifiuto dello strumento delle primarie Anna Nucera, recentemente folgorata dal Polo civico, e Saverio Pazzano.
Insomma sono ore decisive per il centrosinistra che ora spera di vedere onorato il patto siglato da tutte le forze politiche sedute al tavolo.

