«Stento a trovare una definizione diversa». Così Armando Neri, consigliere metropolitano e commissario cittadino della Lega Salvini – Reggio Calabria, commenta i recenti provvedimenti adottati dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e pubblicati sull’albo pretorio dell’Ente.

Secondo Neri, quanto sta avvenendo nelle ultime settimane rappresenta «una vera e propria fiera delle clientele, un assumificio costruito scientificamente a ridosso del voto». Il riferimento è alla Delibera del Sindaco Metropolitano n. 17/2026, che dispone la ridefinizione della dotazione organica degli uffici di supporto agli organi di direzione politica. Un atto che, nei fatti, prevede il reclutamento di 36 persone di staff, tra tempo pieno e part-time, distribuite tra Ufficio di Gabinetto, Cerimoniale e altri settori.

«Parliamo di oltre trentacinque assunzioni fiduciarie – denuncia Neri – alcune delle quali con retribuzioni parificate a quelle dirigenziali. Significa centinaia di migliaia di euro di risorse pubbliche utilizzate non per migliorare i servizi, ma per alimentare una macchina clientelare».

«Siamo a pochi mesi dalle elezioni – afferma – e invece di adottare atti improntati a sobrietà, neutralità e correttezza, si assiste a una deriva vergognosa, mentre le strade provinciali cadono a pezzi, i Comuni vengono lasciati soli e i servizi fondamentali arrancano».

«Il vincitore – evidenzia – è un consigliere comunale di maggioranza del Comune di Reggio Calabria, già dipendente comunale, che dal primo marzo transiterà nei ruoli della Città Metropolitana».

«Nessun dubbio, naturalmente, sulla natura meritocratica della selezione. Ne prenderanno certamente atto anche i centinaia di giovani costretti ad emigrare per lavoro e che vorrebbero tornare a Reggio. Quello che sta accadendo non è più tollerabile. La Città Metropolitana è la casa dei cittadini, non una proprietà privata. Queste operazioni, varate a ridosso del voto, hanno un solo significato politico: costruire consenso con risorse pubbliche».

«È amministrazione o campagna elettorale pagata con soldi pubblici? La Città Metropolitana non è un bancomat politico e i cittadini non possono essere spettatori di questo scempio».