Accolto il ricorso della Globo Padel Tennis Club. Il Partito Democratico attacca: «Provvedimento illegittimo e punitivo, avevamo chiesto il ritiro».
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Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, ha annullato il regolamento sull’inquinamento acustico approvato dal Consiglio comunale di Cittanova lo scorso 22 gennaio 2026. La decisione arriva a seguito del ricorso presentato dalla Società Sportiva Dilettantistica Globo Padel Tennis Club.
Con la sentenza, i giudici hanno disposto anche la condanna dell’amministrazione comunale al pagamento delle spese di lite in favore della parte ricorrente, quantificate in 1.500 euro oltre accessori di legge.
Il provvedimento amministrativo finisce così al centro di un acceso confronto politico.
Il Partito Democratico parla di «ennesima sconfitta» per l’amministrazione guidata dal sindaco Domenico Antico, attribuendo l’esito della vicenda a «arroganza e incompetenza» e a una gestione ritenuta «fallimentare» sul piano politico e amministrativo.
Secondo quanto sostenuto dai dem, il regolamento, approvato con il voto contrario delle opposizioni, avrebbe introdotto limiti «sproporzionati e irragionevoli», con effetti penalizzanti per imprese artigiane, attività commerciali, locali di intrattenimento e realtà sportive. Un impianto normativo che, sempre secondo la ricostruzione politica, sarebbe stato adottato «senza un adeguato confronto» con le categorie interessate.
Nel mirino anche le modalità di approvazione del regolamento. Il Tar, richiamando precedenti giurisprudenziali, ha ribadito il principio secondo cui un amministratore deve astenersi quando vi sia una «correlazione immediata e diretta» tra il contenuto della deliberazione e un proprio interesse specifico. Nel caso in esame, i giudici hanno ritenuto sussistenti elementi tali da imporre l’obbligo di astensione per un consigliere comunale, circostanza che – secondo i ricorrenti – non sarebbe stata rispettata.
Proprio questo aspetto viene indicato dal Partito Democratico come uno dei punti centrali della vicenda, insieme ai profili di legittimità formale e sostanziale del regolamento, che – si legge nella nota – erano stati segnalati già in fase di approvazione.
Le opposizioni rivendicano inoltre di aver chiesto, già nelle scorse settimane, il ritiro o la sospensione del regolamento e l’apertura di un tavolo di confronto con operatori economici, associazioni e cittadini, proposta che – secondo quanto dichiarato – non sarebbe stata accolta dalla maggioranza.
La sentenza del Tar riapre ora il dossier sul tema della regolamentazione acustica in città, ponendo l’amministrazione davanti alla necessità di ridefinire il quadro normativo. Sul piano politico, intanto, il pronunciamento alimenta uno scontro destinato a proseguire anche nelle prossime settimane.

