Avviato il confronto tra la Rete dei comitati di quartiere e i candidati a sindaco di Reggio Calabria. Presenti Mimmo Battaglia, Saverio Pazzano ed Eduardo Lamberti Castronuovo, assente Francesco Cannizzaro. Al centro del dibattito l’attuazione concreta del nuovo regolamento comunale, il ruolo dei municipi e la partecipazione dei cittadini nelle scelte amministrative
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Dopo la conferenza stampa con cui la Rete dei Comitati di Quartiere aveva presentato il nuovo regolamento comunale approvato dal Consiglio comunale, il confronto sul futuro del decentramento cittadino entra adesso nella campagna elettorale per le Comunali di Reggio Calabria.
Nella Sala Perri di Palazzo Alvaro si è svolto infatti l’incontro pubblico tra i rappresentanti della rete dei comitati e i candidati a sindaco, chiamati a confrontarsi sul ruolo delle circoscrizioni, sulla partecipazione popolare e soprattutto sull’attuazione concreta del regolamento che disciplina il funzionamento dei comitati di quartiere.
Un appuntamento che la stessa rete ha definito una sorta di «prova tecnica per i futuri amministratori», culminato nella sottoscrizione di un verbale d’impegno con cui i candidati presenti si sono impegnati a dare seguito agli strumenti previsti dal nuovo regolamento.
Presenti all’incontro Mimmo Battaglia, Saverio Pazzano ed Eduardo Lamberti Castronuovo. Assente invece il candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro, il cui nome compariva comunque nel protocollo predisposto dalla rete dei comitati.
L’iniziativa rappresenta il naturale proseguimento del percorso avviato nelle scorse settimane dai comitati cittadini, culminato con l’approvazione del regolamento deliberato dal Consiglio comunale il 9 aprile scorso. Un testo che punta a trasformare i comitati da semplici organismi di segnalazione e protesta in strumenti permanenti di partecipazione civica e co-progettazione territoriale.
Nel regolamento vengono infatti previsti momenti di confronto diretto con il sindaco, assemblee popolari, audizioni nelle commissioni consiliari e strumenti di partecipazione amministrativa che dovrebbero consentire ai cittadini di incidere concretamente sulla programmazione pubblica.
Ad aprire il confronto è stato Fabio Putortì, che ha ricostruito il lavoro svolto negli ultimi anni dalla rete. «Nel masterplan urbanistico sono stati individuati sessanta ambiti territoriali che dovrebbero corrispondere ai futuri comitati di quartiere», ha spiegato. «Oggi sono già venti i comitati che fanno parte della rete e che hanno contribuito al percorso che ha portato all’approvazione del regolamento».
Putortì ha però ribadito che il vero nodo sarà adesso quello dell’attuazione pratica delle nuove norme. «Non ci accontentiamo del dettato normativo. Per questo chiediamo ai candidati un impegno preciso affinché il primo atto amministrativo del futuro sindaco sia la sottoscrizione di un protocollo operativo che renda realmente applicabile il regolamento».
Secondo il coordinatore della rete, il sistema dei comitati potrà funzionare solo attraverso un rapporto stabile e continuo tra amministrazione e territori. «La rete possiede un know how, una conoscenza diretta dei quartieri e delle loro criticità che può diventare uno strumento utile per il governo della città».
Nel corso del dibattito è intervenuta anche Filomena Malara, che ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento diretto dei cittadini soprattutto nelle aree periferiche e nelle circoscrizioni più popolose. «La quinta circoscrizione conta circa 48mila abitanti ed è difficile immaginare una gestione efficace senza il supporto dei comitati di quartiere», ha spiegato.
Per Malara la partecipazione popolare non rappresenta un ostacolo ma una risorsa per la politica e per le istituzioni. «Nessuno meglio dei cittadini conosce le criticità e le potenzialità del proprio territorio. La voce dei cittadini non toglie potere all’amministrazione ma le dà forza».
Tra i temi affrontati nel confronto anche quello del rapporto tra circoscrizioni e comitati di quartiere. Per Pazzano «il decentramento non può restare soltanto una formula sulla carta» e necessita di strumenti permanenti di ascolto e assemblee territoriali realmente operative. Battaglia ha invece rivendicato il lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale uscente sul fronte del decentramento. «Abbiamo approvato il regolamento e reintrodotto i municipi perché Reggio Calabria, quinta città d’Italia per estensione, ha bisogno di presidi amministrativi diffusi e di punti di ascolto nei territori».
A chiudere il confronto è stato Lamberti Castronuovo, che ha definito le circoscrizioni «uno strumento di potere popolare» che dovrà avere contenuti concreti e non trasformarsi in «scatoli vuoti». «I problemi della città si affrontano territorio per territorio, perché ogni quartiere presenta esigenze differenti», ha sottolineato.
L’incontro si è concluso con la firma del verbale d’impegno da parte dei candidati presenti, passaggio che per la rete dei comitati rappresenta il primo banco di prova per verificare quanto il tema della partecipazione e del decentramento amministrativo resterà realmente centrale nella futura agenda politica della città.

