«I consiglieri comunali di minoranza Giovanni Montalto, Vincenzo Nardi e Giovanna Longo hanno deciso di non partecipare al Consiglio comunale straordinario e urgente tenutosi il 31 luglio e convocato per l’approvazione del Piano Economico Finanziario e delle tariffe della Tassa sui Rifiuti (Tari) per l’anno 2026, in segno di protesta istituzionale contro un metodo di gestione dei lavori consiliari ritenuto lesivo delle prerogative del Consiglio comunale e, in particolare, della minoranza». È quanto dichiara il gruppo di minoranza Uniti per il progresso in una nota stampa.

«Nel corso della seduta, tuttavia, la consigliera Eleonora Palmieri ha deciso di essere presente esclusivamente per manifestare formalmente il dissenso dell’opposizione e ribadire la contrarietà al provvedimento, affinché la posizione della minoranza fosse espressa e verbalizzata durante i lavori consiliari.

La protesta del gruppo “Uniti per il progresso” nasce dall’ennesima convocazione di un Consiglio comunale con carattere di urgenza per discutere un tema di straordinaria importanza come l’approvazione del Piano Economico Finanziario e delle tariffe Tari 2026, un provvedimento destinato a incidere direttamente sulle famiglie e sulle attività economiche del territorio e che avrebbe richiesto tempi adeguati per l’esame degli atti, l’approfondimento e il confronto politico.

I consiglieri contestano in particolare l’aumento della Tari di oltre il 25%, ritenendolo un aggravio pesante per cittadini e imprese, soprattutto in una fase economica già complessa.

«Chiedere ai cittadini un sacrificio economico così rilevante sarebbe accettabile solo a fronte di un miglioramento concreto del servizio. Al contrario, negli ultimi mesi si è assistito a un progressivo peggioramento della raccolta e della gestione dei rifiuti, con numerose criticità che hanno restituito l’immagine di un paese spesso sporco, trascurato e privo del necessario decoro urbano».

I consiglieri sottolineano anche la propria posizione rispetto al provvedimento:

«Un aumento della Tari di oltre il 25% rischia di mettere famiglie e attività commerciali in una situazione di forte difficoltà economica, senza che a questo sacrificio corrisponda un servizio adeguato alle aspettative dei cittadini».

La protesta non si ferma al consiglio straordinario ma riguarda anche il successivo Consiglio comunale ordinario previsto per il 3 agosto, nel cui ordine del giorno figuravano l’assestamento generale di bilancio, la salvaguardia degli equilibri finanziari dell’Ente, la ratifica di una variazione urgente al bilancio e quattro riconoscimenti di debiti fuori bilancio, di quasi 400.000 euro .

«Il continuo ricorso ai debiti fuori bilancio rappresenta un elemento di forte preoccupazione sotto il profilo della gestione economico-finanziaria dell’Ente. Non può diventare una prassi ordinaria, ma deve essere oggetto di attenta valutazione, perché può essere il segnale di una programmazione insufficiente e di una gestione amministrativa non adeguatamente pianificata».

Per tali ragioni, i consiglieri di minoranza chiedono che gli atti relativi ai debiti fuori bilancio siano trasmessi alla Corte dei conti affinché possa svolgere le valutazioni di competenza e verificare l’eventuale sussistenza di responsabilità amministrative, contabili o erariali. Una scelta politica e istituzionale volta a denunciare un metodo amministrativo che, secondo i consiglieri, limita il confronto democratico, mortifica il ruolo del Consiglio comunale e affronta con superficialità questioni di grande rilevanza economica e amministrativa.

I consiglieri comunali di minoranza continueranno a svolgere il proprio mandato con responsabilità e spirito costruttivo, vigilando sull’operato dell’Amministrazione e difendendo gli interessi della comunità, affinché il rispetto delle istituzioni, la corretta gestione delle risorse pubbliche e la trasparenza amministrativa siano principi concreti», conclude il gruppo di minoranza Uniti per il progresso in una nota stampa.